Efficienza energetica: il piano del Wwf in 5 tappe

il Wwf ha esposto un piano di efficienza energetica in 5 atti: top scarti, circular economy, più energie rinnovabili, tasse sui danni all'ambiente, nuovi indicatori di benessere. Secondo l'associazione in soldi vale quanto il piano Juncker sugli investimenti

Pubblicato da Giulio Ragni Mercoledì 11 marzo 2015

Efficienza energetica: il piano del Wwf in 5 tappe

efficienza energetica

Una road map sull’efficienza energetica per salvare l’Europa dal disastro ecologico e consentire nel Vecchio Continente una crescita economica sostenibile: il Wwf ha presentato un piano in 5 tappe per mettere finalmente in pratica quanto finora è stato speso in discorsi e belle parole riguardo le questioni più urgenti in campo ambientale. Secondo l’associazione infatti è tempo di agire, come sottolinea il loro rapporto ‘Dalla crisi all’opportunità: cinque passi verso economie europee sostenibile’, in cui vengono snocciolati dati preoccupanti sullo stato di salute ambientale dell’Europa.

Dal rapporto, basato su oltre 400 studi e ulteriori ricerche prodotte da istituzioni importanti come l’Ocse, il programma ambiente delle Nazioni unite (Unep), la Banca mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione internazionale del lavoro e la Commissione europea, oltre a varie agenzie di consulenza governative e interventi di economisti di fama mondiale, emerge infatti che grazie alla sospirata efficienza energetica si potrebbe dare vita a risorse economiche annuali equivalenti all’intero piano di investimenti Juncker previsto per rilanciare l’economia europea, ovvero oltre 300 miliardi di euro. Per fare questo secondo il Wwf è necessario attuare un piano in 5 tappe, obiettivi da raggiungere nei prossimi 5 anni: stop agli scarti, economia circolare, energie rinnovabili, tasse sui danni all’ambiente, e nuovi indicatori di benessere.

Per il Wwf è fondamentale infatti arrivare alla massima promozione delle energie rinnovabili e ottenere una efficace riduzione delle emissioni, approdando così ad un’economia circolare che non preveda lo scarto, il rifiuto, l’inquinamento, ma promuova i cosiddetti processi produttivi circolari. In aggiunta servono politiche fiscali e finanziarie che eliminino i sussidi a sostanze nocive per l’ambiente come i combustibili fossili, e prevedere finalmente una tassa sui danni all’ambiente, visto che i disastri naturali sono costati negli ultimi 10 anni più di 150 miliardi all’Europa, afferma ancora il Wwf, mentre ‘le industrie europee sono costrette a importare materie prime non più disponibili in Europa del valore di 300 miliardi‘. Una volta effettuate queste cinque tappe, si potrà pensare a due obiettivi più a lungo termine, ovvero una ‘leadership globale nello sviluppo sostenibile‘ ed una strategia green che ci consenta di convivere con i limiti biofisici del pianeta entro il 2050. Il messaggio che il Wwf lancia ai governi europei può essere sintetizzato così: nessuna economia può crescere senza risorse naturali, e la Terra si sta impoverendo sempre di più a causa della cecità dei leader mondiali alle problematiche ecologiche. Riuscirà l’Europa ad invertire la rotta?