Deforestazione: l’allarme del FAO sulla catastrofe ambientale

La FAO lancia l'allarme sulla deforestazione: quasi 5,3 milioni gli ettari di foreste ogni anno vengono distrutti, mettendo in serio pericolo il futuro del pianeta

Pubblicato da Giulio Ragni Lunedì 24 marzo 2014

Ogni anno il polmone verde del pianeta si riduce sempre di più, e le conseguenze di questa catastrofe ambientale sono incalcolabili: l’allarme lanciato dal FAO, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite sui temi dell’agricoltura e l’alimentazione nel mondo, risuona ancora più forte in occasione in occasione della Giornata internazionale delle Foreste, sottolineando come la deforestazione stia mettendo in pericolo la sopravvivenza della Terra e dei suoi abitanti.

Sarebbero quasi 5,3 milioni gli ettari di foreste che ogni anno scompaiono a causa dell’uomo, e questo va ad aggiungersi agli sconvolgimenti climatici che producono frane, smottamenti ed alluvioni sempre più forti, le cosiddette ‘bombe d’acqua’ tristemente note anche nel nostro Paese, visti i danni compiuti negli ultimi anni. E proprio il dibattito pubblico in Italia ha evidenziato come il consumo di suolo e il conseguente aumento della cementificazione sia all’origine della fragilità idrogeologica del territorio: un problema che non riguarda solo il nostro Paese, giacché la deforestazione è un fenomeno globale, che rischia di mandare in fumo per sempre le preziose risorse del pianeta. Per questo motivo è necessario invertire la tendenza ripopolando le foreste, e la scelta di una Giornata internazionale per ricordare questo dramma ambientale è solo il primo passo di una capillare battaglia che si combatte innanzitutto a livello informativo.

Il FAO infatti attraverso questa iniziativa chiede a tutti i paesi mondiali di incrementare l’informazione sui dati relativi alle foreste e all’abbattimento massiccio e sistematico degli alberi. Inoltre per la Giornata internazionale delle foreste fa giungere una richiesta specifica ai governi riguardo l’attività di prevenzione e di controllo, aumentando la sorveglianza per salvaguardare il polmone verde del pianeta: non si tratta solo di arginare la deforestazione, ma anche di investire in politiche che vadano nella direzione opposta, promuovendo azioni di cooperazione con le popolazioni indigene che vivono a ridosso di questi sparuti habitat naturali rimasti sulla Terra. I potenti del mondo accetteranno le richieste del FAO oppure resteranno sordi ancora una volta? In gioco, e non sembri del facile allarmismo, c’è davvero il futuro delle prossime generazioni.