Alberto Angela, l’Impero Romano e il revisionismo storico su Facebook contro gli immigrati

Su Facebook spuntano video tagliati o manipolati di Alberto Angela e professori di storia usati contro l'immigrazione in Italia

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    Alberto Angela, l’Impero Romano e il revisionismo storico su Facebook contro gli immigrati

    Alberto Angela si schiera contro l’immigrazione e la società multietnica, mentre professori universitari e storici inneggiano a Roma e si scagliano contro immigrati e politici, colpevoli di aver fatto cadere l’impero romano. Vi sembra strano? Eppure è la nuova moda della destra italiana che ora passa da Facebook e dal revisionismo storico. A portare a galla questo fenomeno è un articolo pubblicato su Vice che racconta come le fake news colpiscono anche il passato. Così, ora in molte bacheche spuntano video di Alberto Angela, tagliati ad arte ed estrapolati dal contesto, in cui il celebre divulgatore dice che l’impero romano “era una società multietnica, ma non multiculturale” perché il multiculturalismo “non può funzionare“.

    Il video, postato su Facebook, ha iniziato a girare sul web, scatenando commenti e reazioni che sanno più razzismo che di passione per la storia. Quasi inutile notare che Alberto Angela sta parlando di Caracalla, affrontando quindi un argomento specifico dell’impero romano e non la storia dell’umanità, così come è inutile soffermarsi sugli evidenti taglia e cuci del video: tutta l’attenzione viene catturata da una frase che chi ha postato il video si premunisce di sottolineare.

    “Era una società multietnica, ma non multiculturale, non può funzionare, c’era enorme tolleranza però le REGOLE erano quelle”, si legge sulla bacheca, con tanto di maiuscole urlato.

    Il post diventa virale e scatena i commenti degli utenti, tutti intenti a glorificare l’amor patrio contro l’esercito degli invasori di oggi, cioè uomini, donne e bambini dalla pelle più scura e spesso di religione diversa, che scappano da guerre, fame, carestie e povertà.

    Non c’è solo l’Alberto Angela nazionale a fare da megafono involontario alla nuova destra revisionista. Anche Alessandro Barbero, professore presso l’Università del Piemonte Orientale, scrittore e storico specializzato nel Medioevo, è finito nel tritacarne mediatico. I suoi interventi sulle reti Rai sono stati caricati su Facebook, tagliati ad arte e sottotitolati ad hoc. Uno in particolare è finito sulle bacheche di molti ed è tratto da un servizio realizzato per “Ulisse”, la trasmissione di Rai 3 condotta da Angela.

    Già nel 476 d.c. per SETE DI DENARO i politici hanno fatto cadere l’impero romano d’occidente. La storia si ripete!! FERMIAMO questa IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!! Ascoltate cosa dice ancora il professor Alessandro Barbero“, si legge nel post al video sulla bacheca di Lucia Borgonzoni e qui il fatto è ancora più grave.

    Borgonzoni è stata la candidata sindaco della Lega Nord a Bologna ed è oggi uno dei volti mediatici più noti del Carroccio: che un politico di professione possa rileggere la storia a modo suo è davvero preoccupante in un paese che ha già visto la politica riscrive la storia romana e condannarci a 20 anni di dittatura.

    Dobbiamo davvero ricordare da dove derivano i fasci littori, simbolo del fascismo? Davvero nel 2017, con lo scibile umano a disposizione con un paio di click, non sappiamo leggere correttamente la storia? Il rapporto tra immigrazione e impero romano è complesso, con aspetti negativi e positivi, e semplificarlo a nostro uso e consumo è un errore che pensavamo di non rivedere più. La storia bisognerebbe studiarla e non riscriverla a nostro piacimento.