Pac-Man, morto a 91 anni l’inventore Nakamura

Masaya Nakamura, fondatore della Namco e papà di Pac-Man, il videogioco più famoso al mondo, è morto all'età di 91 anni

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    Pac-Man, morto a 91 anni l’inventore Nakamura

    Il papà di Pac-Man, Masaya Nakamura, è morto all’età di 91 anni. Fondatore della Namco nel 1955, Nakamura è stato il creatore di uno dei giochi più diffusi al mondo che negli anni ’80 ha conquistato le principali sale giochi di mezzo mondo e le più famose console. Andiamo alla scoperta di questo gioco che, ancora oggi, è uno dei più apprezzati dal pubblico di qualsiasi età.

    Pac-Man: la storia di un successo

    Pac-Man è sicuramente uno dei videogiochi più famosi della storia. La nascita di questo gioco è dovuta a Toru Iwatani, autore di videogiochi che nel 1977 si unì alla Namco, acronimo di “Nakamura Amusement Machine Manufacturing Company“. Di lì a poco, Iwatani inizio a sviluppare un videogioco chiamato Pakku-Man, terminato nel 1980.

    Nello stesso anno, precisamente il 22 maggio, Pakku-Man sbarcò sul mercato giapponese, riscuotendo un enorme successo. In seguito, la Midway Games, società di pubblicazione e sviluppo di videogiochi, decise di acquisire i diritti e venderlo in tutti gli Stati Uniti con il nome Pac-Man.

    Per la creazione di Pac-Man ha ricoperto un ruolo di primo piano anche Masaya Nakamura, il quale ha fondato nel 1955 la Namco, diventata poi uno dei maggiori poli della produzione videoludica giapponese.

    Il successo di Pac-Man è noto a tutti, visto che questo gioco è diventato una vera e propria icona della cultura pop. Pac-Man è entrato anche nel Guinness dei primati come gioco arcade a gettoni di maggior successo nella storia e, nel 2013, il MoMa di New York ha allestito una mostra dedicata. Oggi, Pac-Man è disponibile su qualsiasi piattaforma, anche smartphone e tablet.

    Nakamura, che da tempo ricopriva una posizione onoraria all’interno di Bandai Namco, è morto il 22 gennaio 2017, all’età di 91 anni. Namco ha comunicato in ritardo questa notizia per rispettare il volere della famiglia.