Siti con domini fatti di emoji, la nuova frontiera del web

Siti con domini fatti di emoji, la nuova frontiera del web

Il fornitore di domini statunitense GoDaddy è il primo ad aprire a questo fruttuosissimo mercato

da in Internet, News Tecnologia, Tecnologia
Ultimo aggiornamento:
    Siti con domini fatti di emoji, la nuova frontiera del web
    Emoji Sit

    la nuova frontiera dei domini Internet: quelli tutti composti da emoji ossia dalle comunemente dette “faccine” che sono veri e propri caratteri universali che possono esprimere interi concetti con un semplice disegnino. In più, essendo composti da codice Acii (American Standard Code for Information Interchange), possono essere considerati vero e proprio testo e, dunque, indirizzi web. I primi erano stati registrati quasi 15 anni fa (nel 2001, un pupazzetto di neve con .com), mentre ora è l’americano GoDaddy a offrire questa possibilità che sta creando un mercato non indifferente. Certo, tutte le migliori come quelle più corte e con simboli gettonati sono già tutte prese. Intanto, è del 2011 la registrazione del simbolo con la cacca da parte di Panic Software mentre l’anno scorso si erano assicurati quelli che li vedono protagonisti sia Coca-Cola sia Norvegian Airlines.

    Emoticons Hijab

    Ci potrebbero esser presto nuove emoji nell’elenco ormai numerosissimo a disposizione degli utenti di ogni sistema operativo, applicazione e dispositivo. Parliamo di quelle che indossano l’Hijab ossia il velo per coprire il capo sia per uomini sia per donne. La proposta arriva a sorpresa da una giovanissima utente appena 15enne (Alhumedhi da Berlino) che ha scritto all’Unicode per avanzare questa possibilità. Non ci sono dubbi che potrebbe essere davvero accettata. L’idea è arrivata dopo che su un gruppo appena creato con le amiche non avevano trovato un’immagine che le rappresentasse adeguatamente.

    Emoji pistola

    Una piccolezza, un dettaglio che sembra di poco conto ma che in realtà nasconde un grande significato: Apple ha modificato un emoji all’interno della sua collezione a disposizione di tutti gli utenti andando a sostituire la pistola revolver con una pistola ad acqua, dunque un giocattolo innocuo. Già un mese fa era stato chiesto all’organismo dietro i simboli universali – la commissione Unicode – di eliminare quella relativa al fucile. La novità sarà però operativa dal prossimo aggiornamento iOS 10 in arrivo dopo l’estate. Una mossa di carattere politico per prendere posizione soprattutto in patria – negli USA, naturalmente – contro la situazione sempre più delicata relativa alle armi.

    world emoji day

    Grande festa per la Giornata mondiale delle Emoji alias World Emoji Day lo scorso 17 luglio per celebrare le celeberrime faccine che erano nate proprio in questa giornata dando la mazzata definitiva alla complessità del linguaggio, all’uso della grammatica e della sintassi verso un presente tutto pre-digerito e pre-confezionato. Perché esprimere un concetto cercando di metterlo giù per bene quando basta cercare nella lista delle proposte di piccole immagini che lo rappresentano? Semplice, perché è in linea con i tempi sempre più stretti della comunicazione moderna. Le emoji più popolari di una determinata nazione ne raccontano una sorta di riassunto enucleando temi che la caratterizzano.

    :)

    Ad esempio in Spagna va di moda il braccio muscoloso, nei paesi anglosassoni la faccina stanca, il bacio in Corea del Sud, il sorriso per la Turchia (e ce n’è bisogno ora), il pollice in su per la Germania e l’Australia. E l’Italia? Il cuore.

    Tuttavia c’è chi definisce le emoji troppo complessi e per questo motivo diventano meno universali: è questo il condivisibile punto di vista di Scott Fahlman, che è forse la persona più indicata per esprimere un’opinione in questo ambito. Perché? Perché è nientemeno considerato il padre delle emoticon. Un momento: cosa sono le emoticon e cosa sono le emoji? Le prime sono le cosiddette faccine come ossia quelle che rappresentano uno stato d’animo con caratteri tipografici classici e che affondano le loro radici nella notte dei tempi hitech; le seconde sono invece le faccine più evolute, delle vere e proprie immagini che si possono inserire nelle chat e nei programmi di messaggistica istantanea di tutto il mondo.

    Scott Fahlman è un professore informatico alla Carnegie Mellon University che da tre decenni si occupa di unire due mondi apparentemente lontani anni luce come le macchine e i sentimenti. Come poter esprimere un qualcosa che è decisamente umano attraverso (o, ancora più difficile, facendolo “generare” da) un dispositivo senza anima e senza coscienza? Fahlman sta dunque insegnando il linguaggio tipicamente umano alle intelligenze artificiali, le cosiddette AI che sono sempre più evolute e intelligenti, tanto da andare a battere anche il campione del mondo di dama cinese Go. Le emoticon le ha inventate lui e se prima erano utilizzate nella preistoria del web ossia quella rete destinata ai militari – Arpanet – che aveva accolto anche le prime email del recentemente scomparso Ray Tomilson, ora sono sbarcate nell’uso quotidiano globale. Nel settembre del 1982 aveva infatti proposto di utilizzare i caratteri : – ) per esprimere uno scherzo mentre per questioni più serie l’esatto contrario : – ( . Un’idea rivoluzionaria nella sua semplicità dato che il nostro cervello è programmato per individuare volti ovunque (nuvole, rocce, oggetti…) e con caratteri tipografici utilizzati da sempre si potevano addirittura esprimere sentimenti. Poi sono arrivate le emoji ossia delle immagini vere e proprie, che a Fahlman non vanno giù: “Credo che siano brutti, senza creatività, un sorriso con tre caratteri era universale, mentre ora che si complicano diventano problematici. Si è anche discusso sul colore che deve avere per non offendere le varie etnie. Personalmente non mi piacciono, non mandatemeli, mandateli ai vostri amici”. Una posizione netta e condivisibile, che però cozza con i trend dei social network e delle app di messaggistica istantanea, che celebrano la brevità e l’espressione un po’ asettica e standardizzata dei sentimenti.

    1139

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN InternetNews TecnologiaTecnologia
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI