Ice Bucket Challenge, la raccolta fondi porta una app innovativa e occhiali 3D

Ice Bucket Challenge, la raccolta fondi porta una app innovativa e occhiali 3D

La sfida a colpi di secchiate gelate ha avuto successo anche in Italia: ecco un paio di progetti realizzati con i fondi raccolti

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    Ice Bucket Challenge, la raccolta fondi porta una app innovativa e occhiali 3D

    Ricordate l’Ice Bucket Challenge lanciata sul web qualche tempo fa per raccogliere fondi a favore della ricerca sulla SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica? La sfida consisteva nel citare altre tre persone e nel fare una donazione prima di gettarsi un secchio di acqua fredda addosso. Ovviamente, chi veniva “sfidato” avrebbe dovuto fare lo stesso. Ebbene, grazie a questa iniziativa, che si è svolta praticamente in tutto il mondo, sono stati raccolti milioni di euro da destinare alla ricerca sulla SLA.

    Anche in Italia le donazioni arrivate grazie alla Ice Bucket Challenge sono state tantissime e a Bergamo, in occasione del Focus SLA organizzato da AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) sono stati presentati quattro progetti finanziati proprio grazie alle donazioni arrivate all’AriSLA (Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica) attraverso la sfida a secchiate di acqua fredda.

    Fra questi due progetti, in particolare, ci sono quello di creare un’applicazione per Android che riprodurrà la voce delle persone che hanno difficoltà a comunicare per via della malattia e quello di mettere a punto un paio di occhiali 3D per la realtà aumentata che consentiranno ai malati di comandare la loro carrozzina e i letti elettrici.

    L’applicazione Android è un progetto proposto da Alberto Inuggi, dell’Istituto di Tecnologia di Genova e coordinatore del progetto di ricerca tecnologica ALLSpeak. Quest’ultimo è un software che dovrebbe aiutare i pazienti malati di SLA a sopperire ai deficit di comunicazione provocati dall’avanzamento della patologia.

    Grazie a questa app dovrebbe essere valorizzata la vocalità residua del paziente poiché il software dovrebbe essere in grado di riconoscere qualsiasi tipo di suono da lui emesso e quindi associarlo ad una specifica frase o parola, che poi verrà riprodotta con la reale voce del soggetto, precedentemente registrata. Del tutto gratuita, l’applicazione, una volta rilasciata, potrà essere installata su tutti i dispositivi Android.

    Coordinatore del progetto ECO-ALS, che ha portato alla creazione di un sistema eye-tracker miniaturizzato basato sulla tecnologia degli occhiali per la realtà aumentata, è invece Christian Lunetta del Centro Clinico Nemo (Fondazione Serena Onlus di Milano). Grazie a questi speciali occhiali 3D il paziente affetto da SLA potrebbe sopperire alla perdita di autonomia perché gli stessi consentirebbero di gestire la postura della carrozzina elettrica – dotata di controllo Q-Logic – e del letto articolato.

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