Il drone a energia solare che sorveglia casa

Il drone a energia solare che sorveglia casa
da in Droni, News Tecnologia, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Martedì 06/12/2016 17:02

    sunflower drone

    Sapevamo tutti che sarebbe successo prima o poi: un drone a protezione della nostra casa, che è sempre pronto a sorvegliare la nostra abitazione più e meglio del cane che ormai è più dentro che fuori dalla porta, membro stabile della nostra famiglia. L’idea è venuta alla società Sunflower Labs con l’innovativo sistema Sunflower Home Awareness che è composto da un network di postazioni illuminanti e da un quadricottero, tutto alimentato dall’energia solare. Funzionano in parallelo grazie ai sensori che rilevano movimento, vibrazioni e suoni. Il proprietario riceve una notifica e può acconsentire a mandare in volo il velivolo così da ricevere immagini in tempo reale. Grazie all’autopilota con algoritmi avanzati tutto avviene in autonomia e c’è una videocamera all’infrarosso per la visione notturna. Il prezzo è intorno ai 750 euro in pre-ordine. Nelle prossime pagine, tutte le altre novità riguardanti i droni.

    drone seed

    Il migliore amico degli alberi? Un drone. Col progetto DroneSeed ci si propone di andare a combattere la deforestazione andando a far volare il piccolo velivolo sulle aree più sensibili per spargere semi e prodotti contro le specie di insetti più nocive grazie al suo spazio di trasporto di 11 chilogrammi. Non solo, attraverso sensori e fotocamere integrate, manterrà sempre sotto controllo la situazione. La società americana dietro a questa iniziativa sottolinea come le foreste siano fondamentali per combattere i cambiamenti climatici in quando in grado di assorbire fino al 30% delle emissioni di CO2 annuali. I dispositivi volanti andranno inoltre a mappare in 3D le zone per poterle successivamente monitorare più efficacemente. Il drone potrà “sparare” semi fino a 384km/h attraverso un sistema a aria compressa per piazzarne 800 all’ora contro la stessa performance che richiede un giorno intero al personale umano. La batteria si ricaricherà in appena 1.5 ore non appena esausta.

    Drone riconoscimento facciale

    L’ultima frontiera dei selfie? Quelli scattati in automatico dai droni che svolazzano intorno all’utente andando a rilevarne il volto grazie a un sistema di riconoscimento facciale per scattare foto “naturali” senza doversi sbizzarrire in duck face estendendo il braccio fino a slogarsi la spalla o impugnando con i piedi il cellulare per fingere che qualcuno ci stia prendendo una foto mentre dormiamo. La nuova idea si chiama Roam-e (prodotto da IoT Group) ed è un “coso” volante cilindrico simile a una borraccia che comunica con un’apposita app per Android o per iOS (iPhone). La batteria dura 20 minuti e ci mette due ore a ricaricarsi completamente e può fotografare in due modi: o in automatico con il riconoscimento del volto, appunto, oppure a comando. La risoluzione massima è di 5 megapixel e sfrutta un sistema di stabilizzazione per evitare sfocati. Il prezzo dovrebbe essere di circa 230 euro.

    Passione droni sconfinata: i quadricotteri sono davvero il gadget del momento e sono sempre sulla cresta dell’onda delle notizie più curiose del giorno. Un’interessante soluzione recente arrivava dalla Svizzera, più precisamente dall’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia. E di cosa si tratta? Di un elicotterino come se ne vedono a decine, che però si differenzia dalla massa grazie a una struttura pieghevole che gli consente di poter essere trasportato con più facilità e lasciato al volo con un semplice gesto. Davvero un progetto molto interessante, che potrebbe trovare applicazioni commerciali, ma anche professionali, scopriamone di più. Non ha ancora un nome ufficiale, ma lo si riconosce con il nickname di folding drone ossia appunto drone pieghevole. Come si può notare dalla foto qui sopra e dal video qui sotto, condivide la medesima struttura di tanti altri, ma può infilarsi addirittura nel taschino interno della giacca senza il minimo pericolo per la componentistica interna o per le sempre fragili eliche. I due papà del progetto sono Stefano Mintchev e Dario Floreano dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia e – come ammettono loro stessi – si sono ispirati agli origami. Come funziona il sistema di apertura e chiusura? L’articolazione del supporto alle eliche si avvale di una serie di magneti che si agganciano assicurando una corretta chiusura. In tal modo si può anche offrire un design complesso con un ingombro finale ridottissimo. Ma non è finita qui. Per ora lo staff ha realizzato un modellino prova, ma nulla vieta di poterne realizzare di più grandi, per applicazioni professionali: il sistema di chiusura-apertura del supporto eliche permetterebbe anche per questi droni più grandi un trasporto più agevole. In questo momento l’automatismo funziona solamente in fase di apertura, mentre presto potrà avvenire anche in chiusura. Da qui a realizzare droni che atterrano e si chiudono oppure decollano dopo essersi schiusi come boccioli il passo potrebbe essere breve. Una nuova interessante tecnologia in un settore in profonda crescita. In questi mesi abbiamo visto droni-ambulanze volanti, ma non bisogna sottovalutare il pericolo di questo settore.

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