Cos’è WikiLeaks: domande e risposte sull’organizzazione fondata da Assange

Cos’è WikiLeaks: domande e risposte sull’organizzazione fondata da Assange

Come funziona e quali sono i segreti scottanti divulgati

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    Cos’è WikiLeaks: domande e risposte sull’organizzazione fondata da Assange

    Cos’è WikiLeaks, e che fine ha fatto il fondatore Julian Assange? Vi spieghiamo come e perché questa organizzazione da dieci anni diffonde informazioni segrete di interesse pubblico, attraverso una serie di domande e risposte. Ricordando quali sono state le notizie più scomode diffuse in tutto il mondo, che hanno messo in imbarazzo i leader mondiali.

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    WikiLeaks è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che pubblica e diffonde documenti coperti da segreto (militare o di Stato), ricevuti in modo anonimo attraverso un contenitore protetto da un sistema di cifratura.

    L’inglese “leak” significa “perdita”, “fuga di notizie”. Condivise, appunto, attraverso un sito collaborativo di tipo “wiki”.

    No: nonostante il prefisso comune, WikiLeaks non ha nulla a che fare con Wikimedia Foundation, l’organizzazione che possiede i server di Wikipedia.

    L’obiettivo è quello di garantire trasparenza, giustizia, etica e una democrazia più forte da parte dei governi.

    La prima apparizione del sito risale al dicembre 2006, quando furono divulgati dei documenti segreti sul complotto per uccidere i membri del governo somalo. Il grande sviluppo è arrivato nel 2007 quando gli attivisti hanno cominciato a utilizzare il software di anonimato Tor, grazie a cui poterono intercettare milioni di conversazioni all’insaputa degli interessati. Tra loro degli hacker cinesi alla ricerca di informazioni sui governi occidentali. Gli attivisti registrarono il loro traffico pubblicandone i contenuti, lanciando definitivamente il progetto WikiLeaks.

    Assange è uno dei fondatori, nonché leader e caporedattore di WikiLeaks. Nato in Australia nel 1971, è attivista informatico, giornalista e programmatore. Per la missione dell’organizzazione è stato ripetutamente proposto per il Premio Nobel per la pace, per la sua attività di informazione e trasparenza.

    A curare il sito sono giornalisti, attivisti e scienziati. Quasi tutti anonimi. Essi, oltre a garantire l’anonimato degli informatori, prima di pubblicare i documenti ne verificano l’autenticità. Il sito può contare su migliaia di volontari registrati oltre che su un consiglio direttivo composto da Assange, Phillip Adams, Wang Dan, C. J. Hinke, Ben Laurie, Tashi Namgyal Khamsitsang, Xiao Qiang, Chico Whitaker e Wang Youcai.

    Il sito funziona grazie a un complesso sistema informatico che, attraverso avanzati sistemi di crittografia a codice, garantiscono l’anonimato degli attivisti e la difesa del server dagli attacchi esterni. Per inviare un documento a Wikileaks è necessario procedere alla sua cifratura con il software a doppia chiave PGP, un sistema open source molto sicuro. Il personale (in particolare un gruppo di cinque revisori con competenze in campi diversi) verifica il documento ricevuto e, se giudicato attendibile, lo divulga. La decisione finale sulla divulgazione spetterebbe comunque ad Assange.

    I server su cui si poggia si trovano nel centro dati della Bahnhof, uno dei principali provider svedesi, a Stoccolma, a 30 metri di profondità e con porte larghe 40 centimetri a protezione dall’esterno. Non esiste tuttavia una sede ufficiale, in nome dell’anonimato.

    I cittadini di ogni parte del mondo possono inviare documenti che portino “alla luce comportamenti non etici di governi e aziende” tenuti nascosti.

    Premura degli attivisti del sito, come detto, sarà controllarne l’autenticità.

    Tante le notizie scomode portate alla luce da WikiLeaks: dal materiale sull’equipaggiamento dei soldati americani in Afghanistan alle rivelazioni sulla corruzione in Kenya; dalla presunta evasione fiscale della banca svizzera Julius Bär (che presentò una causa per diffamazione) alle torture nel campo di prigionia americano di Guantánamo. Nel 2010 WikiLeaks ha diffuso, tramite giornali come New York Times, The Guardian e Der Spiegel, documenti su aspetti controversi della guerra in Afghanistan, come l’uccisione di civili, l’occultamento di cadaveri, l’unità segreta che uccideva talebani senza processo e il doppio gioco dell’alleato Pakistan nei confronti degli Stati Uniti. Celebre il video che mostrava l’attacco messo in atto da due elicotteri Usa contro dodici civili iracheni scambiati per soldati.

    Nel 2010 WikiLeaks è finito alla ribalta mondiale dopo aver pubblicato 251.287 “embassy cables” o “diplomatic cables”, i rapporti ufficiali e riservati dei funzionari e degli ambasciatori facenti capo al dipartimento di Stato americano, aventi come oggetto le considerazioni su colleghi e leader dei Paesi stranieri. Il cablegate ha creato imbarazzi e tensioni nei rapporti diplomatici degli Stati Uniti. I rapporti contenevano infatti valutazioni (non sempre positive) sul comportamento pubblico e privato di leader mondiali. Fra loro l’ex presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi, l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy (“un imperatore nudo” da tenere “sotto stretta sorveglianza”) e quello russo Vladimir Putin.

    L’Italia è stata coinvolta dal cablegate: al centro dei rapporti divulgati da WikiLeaks anche le considerazioni dei diplomatici americani sull’alleato Berlusconi. L’ex premier è stato definito “incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo”, e criticato per le troppe energie spese in feste notturne. Inoltre è stata rivelata la diffidenza verso Berlusconi per i suoi rapporti giudicati troppo stretti con Putin. La loro relazione è stata giudicata dagli americani troppo confidenziale, grazie allo scambio di “regali generosi” e ai redditizi contratti energetici tra Eni e Gazprom. Berlusconi “sembra essere il portavoce di Putin in Europa”, la conclusione.

    Dopo la divulgazione di questi rapporti il sito WikiLeaks.org ha subito ripetuti attacchi informatici e tentativi di oscuramento, e Assange è entrato nel mirino degli Stati Uniti. Il governo statunitense ha definito le rivelazioni pericolose per le relazioni diplomatiche e per la sicurezza nazionale. Nel 2010 il presidente Barack Obama ha creato una organismo speciale per contrastare eventuali altre fughe di documenti segreti.

    Assange si trova autorecluso nell’ambasciata dell’Ecuador (che gli ha concesso asilo politico) in Inghilterra dal giugno 2010, per evitare l’arresto e l’estradizione in Svezia dove è ricercato con l’accusa di violenza sessuale. Nello specifico avrebbe iniziato rapporti sessuali consenzienti con due donne rifiutandosi però di usare il preservativo: per la legge svedese questo è stupro. Il timore di Assange, in realtà, non è l’estradizione in Svezia quanto il fatto che poi da lì potrebbe essere consegnato alle autorità degli Stati Uniti, dove rischia di essere incriminato per la diffusione dei documenti segreti.

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