L’anello che ti sveglia ogni 3 minuti per farti dormire meglio

L’anello che ti sveglia ogni 3 minuti per farti dormire meglio

Un gadget pensato appositamente per migliorare il riposo, con un funzionamento originale

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    L’anello che ti sveglia ogni 3 minuti per farti dormire meglio

    Sembra non avere senso: come si può riuscire a dormire meglio se si viene svegliati ogni 3 minuti? Eppure è questa l’idea alla base del gadget Thim che appare (ed è) come un anello da infilare al dito prima di coricarsi. Frutto di una ricerca della Australia’s Flinders University, Thim è pensato appositamente per chi ha problemi a riposare per “resettare” il ciclo del dormi-veglia e recuperare magari da una settimana stressante tra jet-lag e extra-lavoro. Viene descritto come un “re-allenatore” del sonno e promette in cinque giorni di riportare tutto nella norma, come certificato da una fase di studio che ha richiesto dieci anni di osservazioni e sperimentazioni. Questo anello si sincronizza con apposite applicazioni per Android e iOS ed è frutto di una campagna di crowdfunding su Kickstarter dove ha già raccolto il suo quasi totale con ancora più di due settimane di tempo. Sarà proposto in commercio a Maggio 2017.

    Dreem è un altro gadget tecnologico molto interessante perché si dedica a una parte fondamentale della nostra vita qual è il sonno: è il momento in cui ricarichiamo le batterie, in cui sogniamo e facciamo ordine nel nostro cervello. Ebbene, questo dispositivo utilizza i suoni per mantenere il sonno profondo e tranquillo, monitorando l’attività cerebrale. Come funziona? Sfrutta sensori proprietari che funzionano come un EGC (ElettroCardioGramma) che capta le onde cerebrali e coordina la banda tecnologica che emette suoni direttamente nel cranio che prolungano lo stato di sonno profondo. Lavora per induzione ossea, dunque per vibrazioni e non si “sente” niente da fuori. Inoltre, l’algoritmo interno studia la qualità del sonno.

    Banda sonni

    Il dispositivo sarà disponibile a breve, ma in edizione limitata, per un costo paragonabile a quello di uno smartphone di medio range (circa 300 euro). A proposito di sonno e sogni, il sogno lucido è uno stato nel quale il sognatore è consapevole del fatto di star sognando e dunque nel quale può prendere pieno controllo del sogno andando a vivere, vedere, provare ciò che vuole. Non è facile arrivarci, può accadere casualmente oppure “allenandosi” un po’. Ma c’è chi prova a far si che ogni sogno diventi lucido e così la notte diventi una sorta di parco dei divertimenti free. Ovviamente non tutta la notte può essere vissuta come un sogno lucido dato che questo avviene solamente in determinate condizioni. I ricercatori dell’Università di Francoforte in Germania sembrano intenzionati ad andare a lavorare su questa condizione per portarla a una nuova e più profonda dimensione. Come? Con l’elettroshock. Letto così è inquietante: farsi bombardare il cervello da scariche elettriche per poter controllare i sogni. In realtà è meno tremendo di quanto possa sembrare così d’acchito. Come spiegato dai ricercatori della J.W. Goethe University di Francoforte (Frankfurt), è possibile andare a stimolare il cervello con piccolissime scosse che ovviamente non vanno a danneggiarlo.

    Ci mancherebbe altro. Hanno riunito 28 persone nei laboratori e hanno condotto esperimenti durante il sonno. Erano 15 donne e 12 uomini con età compresa tra 18 e 26 anni, per andare a creare una mini popolazione tipo.

    I volontari sono stati dunque piazzati in stanze separate e sono stati dotati di speciali caschetti con elettrodi piazzati in zone ben precise del cranio. Durante il sonno, i ricercatori hanno stimolato il cervello con piccole scosse elettriche tramite tACS ossia transcranial alternating current stimulation: non si pensi sia come prendere la scossa dalla linea elettrica, perché si tratta di un minimo dosaggio di corrente che si limita a stimolare e non certo a lesionare il cervello. Più specificamente sono state trattate le zone frontali e temporali. La scossa era così leggera da non svegliare nemmeno i volontari. Alcuni sono stati invece lasciati a dormire senza alcuna scossa, per confrontare le esperienze. Dopo circa 30 secondi di trattamento, i ricercatori hanno dunque svegliato i volontari: quelli che avevano subito la stimolazione elettrica avevano vissuto un’esperienza di sogno lucido con la consapevolezza di star sognando e dunque di poter “fare ciò che volevano”, quasi come se stessero controllando se stessi come in un videogioco. La frequenza sensibile è quella tra 25 e 40Hz, con la più bassa quella più efficace. Qual è il futuro di questa esperienza? Potrebbero nascere strumenti che sfruttano il metodo tACS per sogni lucidi garantiti, ma prima bisogna capire se e come non trasformare quello che sembra, appunto, un sogno in un potenziale incubo di effetti collaterali.

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