Apple non fa registrare i video durante i concerti live

Apple non fa registrare i video durante i concerti live

Un progetto riguardante delle luci ad infrarossi che bloccherebbero la registrazione

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    Apple non fa registrare i video durante i concerti live

    Molte persone che vanno a concerti live di grandi artisti avranno registrato video o tracce audio dell’evento in maniera del tutto naturale, ma senza sapere che, se messi in rete o divulgati in qualsiasi altro modo, questa azione potrebbe nuocere agli artisti dal punto di vista del copyright, perciò Apple ha deciso di brevettare un rivoluzionario metodo per impedire la registrazione di concerti live. Andiamo a vedere nel dettaglio come funziona il tutto.

    apple brevetto

    Il magazine online Patently Apple ha annunciato che, da martedì 28 Giugno, Apple ha depositato tra i vari brevetti consegnati al Patent and Trademark Office un progetto riguardante delle luci ad infrarossi che bloccherebbero la registrazione delle loro fotocamere e delle camere di smartphone e tablet in determinate circostanze: l’idea sarebbe quella di inviare dei segnali infrarossi agli smartphone ed alle fotocamere digitali per impedire qualsiasi tipo di registrazione. Come funziona tutto ciò? All’interno di uno stadio o di un’arena, dei trasmettitori di segnali ad infrarossi saranno posizionati nella zona che non dev’essere catturata ( il palco durante un concerto, ad esempio) e, se lo smartphone dovesse rivolgersi in quella direzione, fotocamera e microfono smetterebbero di funzionare per un determinato lasso di tempo ed entro un certo raggio d’azione, così da evitare che qualcosa sia registrato in qualsiasi modo. Questo semplice, ma geniale brevetto, potrebbe trovare un grande utilizzo anche in zone in cui la privacy è fondamentale per mantenere la sicurezza, come banche, uffici amministrativi o spazi privati da proteggere.

    Semplice, indolore ed efficace questo nuovo metodo brevettato dalla Mela che si dimostra ancora a favore della preservazione del copyright nel mondo della musica. Siamo sicuri che, se l’idea andrà in porto, moltissimi artisti, non solo musicali, ma anche teatrali, vorranno essere partecipi di questa grande rivoluzione, anche se, come spesso accade, potrebbe passarne di acqua sotto i ponti prima che il brevetto possa essere reso utilizzabile.

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