Lo smartphone pieghevole cinese precorre i tempi

Lo smartphone pieghevole cinese precorre i tempi

L'innovativo, curioso e costoso cellulare che si può letteralmente arrotolare

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    Lo smartphone pieghevole cinese precorre i tempi

    Si parla da tanto tempo dello smartphone arrotolabile e pieghevole e i cinesi cosa fanno? Non solo si prendono in carico la responsabilità di progettarne uno vero, ma lo producono anche in tempi brevi. Il risultato è questo strambo gadget che esce fuori dalle fabbriche manifatturiere della Chongqing Graphene Tech &Co e che si può indossare intorno al polso come se fosse un braccialetto per poi – quando serve – srolotolare e utilizzare come un normale cellulare intelligente. L’idea molto interessante è quella della struttura a pezzetti che possono facilitare ad arcuarlo e dell’inchiostro elettronico per un consumo energetico nettamente inferiore. Insomma, si può considerare una via di mezzo tra un normale smartphone e uno smartwatch con un pizzico di ereader. Scopriamone di più.

    Chongqing Graphene Tech &Co è una piccola startup cinese (e quando diciamo piccola startup e cinese intendiamo una società di media grandezza nell’equivalente italiano) che ha pensato bene di prendere un’idea che galleggiava da tanto tempo nell’aria senza trovare forma né sostanza e di trasformarla in qualcosa di tangibile. E così, visto che è da almeno un lustro che si vocifera di una possibile presentazione da parte delle grandi sorelle (produttori come Samsung e LG, soprattutto) di un terminale così flessibile da potersi addirittura arrotolare, questa nuova realtà ne ha confezionato uno sul serio. Tutti i componenti sono inseriti all’interno di un corpo flessibile che può piegarsi senza problemi di sorta fino a formare un braccialetto da polso.

    Il display è naturalmente touchscreen così da fare a meno di tasti fisici ed è realizzato – come da nome della società – proprio in grafene che garantisce la giusta solidità e flessibilità, senza perdere in conduttività. Processore, batteria e componenti hardware fondamentali sono incastonati nella parte più solida e stabile così da evitare danneggiamenti. Certo, la scelta dell’e-ink da un lato merita un applauso perché garantisce una duratura vita della batteria, ma dall’altra limita l’esperienza al bianco e nero.

    Chongsheng Yu, vicepresidente societario, ha affermato a Bloomberg: “Realizzare un telefono in bianco e nero è più semplice e garantiamo che la risoluzione sarà naturalmente maggiore di quella degli e-reader in virtù di un touchscreen di livello superiore. Ma nel 2017 andremo a lavorare anche alla versione a colori che per il momento è troppo costosa da poter essere immessa sul mercato”.

    Ne saranno prodotti ben 100000 esemplari che saranno però smerciati a un prezzo un po’ troppo alto, persino per i canoni cinesi: parliamo di 680 euro equivalenti, qualcosa di un po’ troppo salato. Chissà se aprirà un nuovo segmento di mercato.

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