Il robot stampato in 3D con materiali solidi e liquidi contemporaneamente

Il robot stampato in 3D con materiali solidi e liquidi contemporaneamente
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24/11/2016 07:17

    Robot 3D solido liquido

    Le stampanti 3D sono sempre più stupefacenti e nuove tecniche si mostrano all’orizzonte: un robot è stato infatti creato da zero con parti pre-fabbricate partendo da materiali solidi e liquidi simultaneamente in un solo passaggio. La novità arriva dal laboratorio Computer Science and Artificial Intelligence Lab (CSAIL) del MIT d Boston e può davvero rivoluzionare il settore dato che consente di abbattere tempi e costi. Questi automi sono ottenuti in un materiale finale che è soffice e flessibile e dimostra che elementi complessi proprio come un robot possono essere invece assemblati in tutta praticità. Si è così sostituita una parte “statica” con un sistema integrato e attivo per creare pattern che possono produrre forme, dimensioni e funzionalità specifiche. Il robot d’esempio è dotato di sei zempe ed è alimentato da 12 attuatori idraulici integrati, per un peso finale di 680 grammi e una lunghezza di 15 centimetri.

    Teschio 3D

    C’è un’applicazione delle stampanti 3D che finora non si era mai presa in considerazione ossia la possibilità di poterle utilizzare per ricreare un vero e proprio museo personale di repliche di reperti archeologici in salotto. Come? Ad esempio come proposto dalla Duke University, che ha scansionato 9000 fossili mettendoli a disposizione gratuitamente agli utenti che possono così “scaricare” le informazioni e ottenere una riproduzione accuratissima, in resina e a casa. Il sito in questione è MorphoSource.org e il suo fondatore – l’assistente alla docenza Doug Boyer – sottolinea che “È la più grande collezione digitale di reperti fossili con circa 400 teschi e ossa da 59 specie di scimmie“. C’è anche una superstar come l’Homo Naledi scoperto in Sud Africa nel 2015 (foto su). A quando le scansioni di ossa di dinosauri e altri reperti anche artistici? Nelle prossime pagine, tutte le ultime novità in ambito di stampanti 3D.

    Bici stampata in 3D

    Date un’occhiata alla bicicletta qui sopra: è il primo esempio di due ruote con telaio in acciaio completamente stampato in 3D tramite uno speciale processo produttivo simile alla saldatura. L’effetto è mirabile e artistico grazie al lavoro degli studenti di ingegneria della Delft University of Technology (TU Delft) in Olanda, che hanno utilizzato uno speciale macchinario dotato di braccio movente che plasma direttamente il metallo (reso malleabile dal calore) curvandolo e “scolpendolo” a dovere. Una tecnica che apre a innumerevoli diverse applicazioni. Scopriamo tutte le altre meraviglie ottenute con le stampanti 3D.

    Orologio 3D meccanico

    L’ultimo oggetto di uso comune realizzato completamente attraverso una stampante 3D? Un orologio. Merito dell’ingegnere svizzero Christoph Laimer che ha ottenuto un modello esclusivamente (perni e viti a parte) grazie a questa tecnologia sempre più sorprendente e, ormai è sicuro, fondamentale per il futuro. Si tratta senza dubbio del primo orologio al mondo stampato in 3D, anche se è più un progetto fine a se stesso che un vero dispositivo per l’uso. D’altra parte è un test preliminare, che ha portato a un device un po’ troppo ingombrante e con un’autonomia assai ridotta (30 minuti). Se il suo aspetto è moderno, il suo interno segue le linee guida del meccanismo di Abraham-Louis Breguet all’inizio del XIX secolo con carica manuale o automatica. Un buon inizio, chissà quando sarà stampato il primo modello? Nel frattempo chiunque volesse potrà scaricare gratuitamente il file con le istruzioni per provare a casa con la propria 3D Printer.

    Stampare un’intera casa in 3D? Finora era rimasto solo nella dimensione del concettuale, ma grazie alla società cinese WinSun Decoration Design Engineering, di stanza a Shanghai, si è portata a compimento. Ed è stata così progettata, stampata in pezzi e assemblata completamente non solo una casa, ma addirittura una villa attraverso printer tridimensionali. Come promesso, sarà possibile ottenere un’abitazione nel giro di un paio d’ore o – se preferite – un intero isolato di 10 case in un giorno. Ogni casa è “stampata” da gigantesche printer da 32×6.5 metri e presto ci si sposterà dal settore principalmente residenziale a quello commerciale con grattacieli se non infrastrutture come ponti e palazzi.

    Un’intera casa stampata in 3D? Non è un soggetto di un film di fantascienza, ma il progetto di un gruppo di architetti di New York, capitanati da Adam Kushner: nella zona nord rispetto a Manhattan, a Gardiner, si vuole infatti realizzare la prima abitazione ottenuta praticamente per intero da 3D printer. D’altra parte ormai è possibile dare in pasto alle stampanti qualsiasi forma e materiale, perché non progettare – come un gigantesco LEGO – una casa intera? Gli Kushner Studios si sono così rivolti ai ricercatori della University of Southern California guidati dal professor Behrokh Khoshnevis, che ha creato la tecnologia di 3D printing construction chiamata Contour Crafting, con i produttori di Voxeljet e con lo studio olandese DUS Architects (che hanno già realizzato 3D Print Canal House), ma anche con l’ingegnere italiano Enrico Dini – che è un’autorità nel settore 3D – per portare a compimento il sogno. Solamente Dini ha risposto.

    Si sono incontrati a Washington D.C. e si sono associati a un ingegnere americano chiamato James Wolff allestendo la startup D-Shape Enterprises. L’obiettivo è quello di costruire un’abitazione stampata in 3D con una casa, una piscina, un gabbiotto per la piscina, i componenti interni e un riparo per l’automobile. Si utilizzerebbe la calcite ossia una combinazione di acqua salata, sabbia e magnesio che crea una sorta di pseudo-roccia in combinazione – inevitabilmente – con cemento che fungerà da collante. Si costruirà pezzo per pezzo assemblando poi il tutto.

    Si utilizzeranno “blocchi” di varie dimensioni come ad esempio i 6x2x2 metri che saranno implementati per la piscina stessa. Si darà dentro a Novembre poi si stopperà per la stagione invernale preparando tutto per poi ricominciare a sfornare nuovi pezzi. Saranno stampati anche tutti i “mobili” e l’arredamento. “Se riusciamo a realizzare una casa, il passo è breve per stampare in 3D strutture di emergenza e unità abitative low-cost“, osserva Kushner.

    Ecco come funziona una stampante 3D

    Con una stampante 3D si può realizzare praticamente qualsiasi oggetto che può essere confezionato andando a rendere reale e tangibile un progetto otttenuto con un computer. Si possono così stampare pezzi di ricambio estremamente personalizzati e precisi al millimetro in materiale plastico o sintetico per dispositivi oppure addirittura in materiale organico per il corpo umano. Una 3D printer è stata portata in orbita sulla ISS per abbattere drasticamente i costi di trasporto di componenti indispensabili alla manutenzione della stazione spaziale internazionale. Insomma, non è solo il futuro: è già il presente. Fino a dove si spingeranno?

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