Lo smartphone che ricarica la batteria con lo zucchero

Lo smartphone che ricarica la batteria con lo zucchero
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23/03/2016 15:11

    Batteria a zucchero

    Quando siamo molto stanchi siamo soliti dire che siamo in calo di zuccheri. Ebbene, e se si utilizzasse proprio questa energia pronta all’uso per il nostro organismo anche per lo smartphone? È questa l’idea di base del nuovo progetto in processo di perfezionamento al MIT di Boston: partendo da un’idea di quattro anni fa, si utilizza un cavo di nanotubi di carbonio illuminato e rivestito con materiale combustibile su entrambe le estremità, “scaldato” proprio grazie allo zucchero per produrre elettricità. Dal primo esperimento del 2012, il professore di ingegneria chimica del MIT, Michael Strano, è riuscito ad aumentare l’efficienza di ben 1000 volte. Scopriamo le altre innovative idee per la ricarica della batteria.

    Come caricare l’iPhone mantenendosi peraltro in forma? Camminando: il nuovo progetto molto interessante di ricarica si chiama #HELLO ed è stato realizzato dalla società californiana Joe’s Jeans. Di cosa si tratta? Di uno speciale modello di jeans che incorpora una batteria extra slim che può ridonare succo vitale allo smartphone, bella nascosta nella tasca cucita tra le due asole posteriori. Incorpora anche una tecnologia per evitare over-charging e over-incharging e può riportare all’80-85% di carica gli iPhone5/5s/5c e fino all’70% gli iPhone 6. Il prezzo è di $189, mentre la batteria #HELLO costa $49. Tutto molto bello, ma ci saremmo aspettati un sistema per recuperare l’energia cinetica del movimento da trasformare in ricarica per il cellulare.

    Un’altra sorgente per la ricarica dello smartphone? Il gas: ecco una speciale batteria portatile che trasferisce energia a qualsiasi dispositivo compatibile con lo standard USB sfrutttando una risorsa per ora mai considerata. Si chiama Kraftwerk e converte il gas in succo vitale per cellulari, tablet, fotocamere, lettori mp3… Con una “soffiata” di appena tre secondi nel dispositivo si può ricaricare un iPhone per ben undici volte, da livello 0 a livello 100 per cento. Per ora il device è in ricerca fondi su Kickstarter, sarà prodotto – verosimilmente, dato che il foundrising dovrebbe andare a segno – e costerà 99 dollari con 49 dollari per il pack di gas in grado di garantire 275 ricariche complete. Ma c’è anche un altro progetto in corso, quello illustrato dal video qui sopra, scopriamone di più.

    Cellulare scarico? Ricaricalo in mezzo minuto

    Quante volte sarà capitato anche a voi? Il cellulare ormai quasi completamente scarico con 4-5 per cento di batteria e magari una telefonata importante da ricevere che non arriva. Purtroppo l’evoluzione delle batterie non ha seguito di pari passo quella degli smartphone che sono diventati sì sempre più potenti, ma al tempo stesso anche sempre più famelici di energia. Arrivare a fine giornata può essere un’impresa tra email, video, GPS e quant’altro così c’è chi gira col caricabatterie cercando prese come un naufrago cerca la terra ferma. Poi se la trovi quanto puoi stare attaccato? 10 minuti? Ne ricaverai pochi punti percentuali di carica. Ma con il nuovo supercaricatore dell’israeliana StoreDot di Tel Aviv ti basteranno 30 secondi per ottenere 100%, il pieno. Come? Grazie a una struttura speciale del pacco batterie, alle nanotecnologie. La nota dolente? Secondo le ultime indiscrezioni non arriverà prima del 2016.

    Per la precisione si tratta della tecnologia nanodots che viene applicata sia agli elettrodi depositari dell’energia sia all’elettrolite che la trasferisce così da dare una vera e propria spinta e accelerazione. Una novità che dunque agisce a livello chimico per rivoluzionare un ambito che è rimasto indietro e che necessita davvero di un’evoluzione. Sarà la volta buona? In realtà, sembra che ci voglia più tempo di quanto originariamente preventivato: la ricarica sarà super-rapida, l’attesa non così tanto perché non arriverà prima del 2016. E si sa che quando si avanzano queste previsioni sono sempre per difetto. Tuttavia, la società sembra solida e ben strutturata, dato che sono stati raccolti ben 48 milioni di dollari in due tranche, così da poter partire subito a tutta. Non manca inoltre l’appoggio dei brand leader del mercato mobile.

    Come avverrà la ricarica della batteria? Come già anticipato, si sfrutteranno molecole di catene di amminoacidi in grado di creare proteine. Il nome di questi nano componenti è peptidi o nanodots e attivandoli si scatena una sorta di reazione ultrarapida che accelera la ricarica a livelli esponenziali. Perché questa tecnologia è ancora così in ritardo? Perché le batterie prototipali sono ancora piuttosto grandi e dunque è impensabile vederle integrate in smartphone o tablet. Senza dimenticare i cicli di ricarica che dovranno essere minimo 1500 per una vita prevista di 3 anni. La ricarica super rapida potrebbe rivoluzionare non solo il mondo dei gadget tascabili, ma anche e soprattutto quello delle automobili elettriche, ancora troppo limitate.

    IL CARICABATTERIE PERFETTO? IL PIEDE

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