Uber vuole controllare la condotta degli autisti attraverso lo smartphone

Uber vuole controllare la condotta degli autisti attraverso lo smartphone
da in Auto, Codacons, Internet, Smartphone, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27/01/2016 12:06

    Uber app

    Basta corse poco confortevoli con Uber: sembra che sia in studio il progetto di tracciare la condotta degli autisti attraverso lo smartphone e i sensori integrati. Grazie al giroscopio e all’accelerometro, così come ovviamente col GPS sarà infatti possibile comprendere se l’auto sta correndo un po’ troppo o se è solita frenare in modo troppo brusco. Non è tanto per “spiare” gli autisti in sé quanto per essere sicuri di fornire un’esperienza piacevole e gradevole: “Il giroscopio degli smartphone può percepire piccoli movimenti, GPS e accelerometro quante volte si parte e ci si ferma così come la velocità. Se un cliente si lamenta per la guida, noi potremo controllare grazie a questi dati“, ha spiegato il responsabile della sicurezza, Joe Sullivan.

    Il miglior alleato per il progresso della auto autonome? Uber. Il servizio nato in San Francisco e successivamente diffusosi in 300 città in tutto il mondo – solo in Cina muove 1 milione di persone al giorno – potrebbe essere l’ideale propulsore affinché questo settore, finalmente, decolli. Google e i colossi dell’automobile stanno lavorando sulle self-driving car da tempo e Uber potrebbe accogliere a braccia aperte questa tecnologia dato che ben si sposa con la filosofia del colosso di prenotare e fruire di passaggi in auto, a pagamento, nel massimo del comfort e dell’hitech, attraverso applicazioni e pagamenti sicuri. Felix Oberholzer-Gee, docente presso Harvard Business School, ha commentato affermando che “Uber è il perfetto esempio di come un business che beneficia di progressi che aumentano in modo direttamente proporzionale all’espansione del network e dell’uso“. Insomma: più si utilizza, più migliora. Non per ultima la questione costi: una flotta di veicoli non guidati da personale umano può rendere tutto più abbordabile.

    Uber sta andando sempre alla grande in Italia, anche se Uber Pop era stato dichiarato fuorilegge dal Tribunale di Milano che aveva accolto il ricorso delle associazioni di categoria dei tassisti. Bloccato in tutta Italia a seguito delle decisioni delle autorità che hanno decretato che il servizio di ride sharing fosse colpevole di concorrenza sleale e “violazione della disciplina amministrativa che regola il settore taxi”. Non c’è però da confondere Uber Pop con il servizio principale ossia Uber. Il primo servizio consente di poter prenotare e sfruttare un’automobile berlina (UberBlack) oppure un van (UberVan) con autista privato per raggiungere una destinazione, mentre il secondo è un ride sharing grazie al quale si offre un passaggio dietro rimborso in denaro. Uber, che tra i propri finanziatori ha anche Google, utilizza un’applicazione che si può scaricare su Android, iPhone, iPad e Windows Phone. Le autorità italiane avevano da subito supportato la protesta dei tassisti a partire dall’ex-Ministro dei Trasporti Lupi che aveva dichiarato l’illegalità di Uber, mentre Pietro Gagliardi, rappresentante taxi dell’Unione artigiani aveva commentato: “Questa azione è un atto dovuto nei confronti della nostra categoria e dell’utenza. Da oltre un anno riceviamo rassicurazioni dalle istituzioni di ogni livello sul fatto che Uber pop sia illegale e nonostante ciò nessun reale intervento è seguito”. Difende Uber il Codacons: “un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini”.

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