Il drone che studierà gli uragani volandoci dentro

Il drone che studierà gli uragani volandoci dentro

Un velivolo senza pilota in grado di raccogliere dati molto preziosi per meteo e sicurezza nazionale

da in Droni, Tecnologia
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    Il drone che studierà gli uragani volandoci dentro

    Si chiama Coyote Unmanned Aircraft System, per gli amici semplicemente Coyote ed è un drone che avrà un compito molto delicato e, per questo motivo, una componentistica interna all’altezza delle aspettative e coerenti alle proprie mansioni. Sarà un velivolo senza pilota che volerà letteralmente all’interno dell’uragano per raccogliere quanti e più precisi dati possibili al fine di inviarli a terra e riuscire così a dare una vigorosa mano alle organizzazioni dedicate alle emergenze ambientali. Soprattutto negli USA, dove la stagione degli uragani ha sempre lasciato il segno.

    Ecco, il drone Coyote è stato infatti testato per la prima volta nel 2014 nel corso delle stagioni degli uragani atlantici e ha consentito di studiare più approfonditamente queste manifestazioni tropicali che possono passare facendo molto rumore per nulla o, al contrario, possono provocare danni consistenti, vittime e disastri. Come funziona? Più che un elicotterino è un vero e proprio aeroplanino zeppo di sensori e molto resistente, seppur leggero.

    Drone Coyote

    La NOAANational Oceanic and Atmospheric Administration che segue il progetto sta in tal senso proseguendo il cammino inaugurato nel 2012 dalla NASA che aveva spedito un paio di droni Global Hawk per una missione bimestrale nella stagione degli uragani della costa orientale. Nel 2014, era poi stato il turno di un progetto dell’Università della Florida con tanti piccoli sensori volanti che dovevano essere letteralmente risucchiati dall’occhio del ciclone per una raccolta dati precisa. E ora è il turno di Coyote, prodotto dalla Raytheon.

    coyote

    Lanciato da un aereo – questo sì a pilota umano – Lockheed WP-3D Orion (P-3) – è stato testato all’interno dell’uragano Edouard volando a un’altitudine moderata di 121 metri con grande successo per una rappresentazione in tempo reale dei dati. Successivamente, è riuscito a comunicare anche a 80 km di distanza rivelando pressione atmosferica, velocità dei venti, temperatura, umidità e direzione. L’obiettivo è quello di rendere l’autonomia e la precisione sempre più alte, per performance al servizio dell’umanità e per comprendere meglio i comportamenti degli uragani.

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