Drone poliziotto che acchiappa altri droni al volo

Drone poliziotto che acchiappa altri droni al volo
da in Droni, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Martedì 12/01/2016 18:41

    Drone cattura droni

    I droni sono dispositivi eccezionali, ma come vi abbiamo sottolineato più volte, possono essere anche pericoli volanti degni di nota e attenzione. Motivo per il quale è stato realizzato uno speciale quadricottero in grado di catturare… colleghi. Già, un velivolo solido e professionale che può intercettare altri gadget in volo per immobilizzarli lanciando una rete fino a 12 metri di distanza. L’invenzione è merito del professor Mo Rastgaar, ingegnere meccanico della Michigan Technological University, che si è ispirato ai “falchi” che predano gli altri volatili. In questo caso siamo di fronte a un elicotterino con sei rotori con un sistema di lancio integrato. “Dato che la FAA (Federal Aviation Administration) ha appena annunciato che i droni debbano essere registrati, abbiamo fornito un sistema per catturare quelli illegali”, ha spiegato Rastgaar.

    C’è un drone molto particolare che può dissolversi, quasi come se si autodistruggesse, dopo che ha consegnato un carico. Si chiama ICARUS ispirandosi alla figura mitologica che volle volare troppo vicino al sole per poi vedere le proprie ali di cera sciolte irrimediabilmente, ma la novità della DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency, l’agenzia tecnologica-militare americana) è acronimo di Inbound, Controlled, Air-Releasable, Unrecoverable Systems e pensa a quella tipologia di quadricotteri che sono pensati per invii senza ritorno ad esempio in zone d’emergenza dopo un disastro natuale oppure in guerra. Come funzionano?

    ICARUS funziona in modo molto semplice: viene lanciato da un aereo o pallone sonda, ma può indirizzarsi molto più precisamente di una semplice scatola paracadutata e dopo aver consegnato il pacco di beni alimentari, medicine o strumenti di soccorso si dissolve nell’aria. Merito del polimero che lo compone e che si degrada a contatto con l’aria senza lasciare tracce. L’idea segue un altro progetto della DARPA ossia il progetto VAnishing Programmable Resources (VAPR) che cosente di autodistruggere materiale bellico elettronico caduto in mano nemica. Qui però l’obiettivo non è distruggere, ma aiutare. Tornando a ICARUS, può trasportare fino a 1.4Kg facendo atterrare in un range di 10 metri una consegna partita 150km più lontano, da un pallone stazionario a 10600 metri e si degrada in 30 minuti con un buon sole. Nelle prossime pagine, un’altra idea rivoluzionaria.

    È proprio il caso di chiamarlo intervento salva vita al volo quello proposto dal drone alias quadricottero ambulanza che si equipaggia di defribrillatore, bende, medicine e tutto il necessaire per raggiungere un paziente in pericolo di vita in pochi istanti. Per la precisione in un paio di minuti: è quanto promesso dall’ingegnere tedesco Alex Momont che ha realizzato questo piccolo velivolo che schizza ad alta velocità coprendo un’area di 12 minuti di raggio. Se una persona viene colpita da arresto cardiaco, le sue possibilità di salvarsi si racchiudono in un lasso di tempo di 5 minuti, spesso l’ambulanza gommata arriva non prima di otto.

    Il grande problema degli arresti cardiaci è che si ha possibilità di sopravvivenza se si interviene nei primi minuti, perché dopo i primi cinque minuti la percentuale di potersi riprendere scendono all’8 per cento. Tuttavia, un’ambulanza gommata impiega solitamente un tempo compreo tra gli 8 e i 15 minuti e le speranze sono quelle che ci sia qualcuno in grado di poter intervenire preventivamente, in attesa del personale medico. Tuttavia manca l’elemento fondamentale ossia il defribrillatore, il macchinario che “spara” un impulso elettrico che può letteralmente far ripartire il cuore fermo come se fosse il motore di un’automobile. In molti edifici privati e, pian piano, in quelli pubblici si trovano sempre più defribrillatori pronti all’uso come se fossero estintori per il fuoco: consentono di poter intervenire tempestivamente prima dei medici. Ma può non essere abbastanza e così ci sono inventori come l’ingegnere tedesco Alex Momont che ha confezionato uno speciale quadricottero dotato di defibrillatore e kit di primo soccorso che può volare ad alta velocità, dirigendosi verso il luogo di una chiamata, coprendo un’area di 12 km in due minuti. Ovviamente trova senso se dislocato in più unità capillarmente.

    Il quadricottero include anche medicamenti per tamponare eventuali ferite, medicinali e una coperta termica per cercare di intervenire prima dell’arrivo dei sanitari. Grazie a microfoni e altoparlanti consente di poter comunicare da remoto con l’assistenza che darà le istruzioni su come comportarsi. Una soluzione potenzialmente rivoluzionaria e salvifica per i droni che molto spesso sono associati più a ruoli “ludici” come giocattoli oppure – peggio – bellici con le armi radiocomandate per la distruzione di massa.

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