Razzo SpaceX rientra a Terra con un atterraggio controllato

Sarà fondamentale per abbattere i costi di messa in orbita

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    spacex falcon9

    Ce l’ha fatta! SpaceX ha finalmente portato a termine con successo il rientro controllato del primo stadio del razzo – anzi, chiamiamolo col nome corretto, lanciatore orbitaleFalcon 9. A Cape Canaveral, quindi sulla terraferma e non più su una piattaforma in mare, si è assistito all’atterraggio morbido e precisissimo sulla X a terra del componente alto 48 metri che prima aveva raggiunto un’altitudine di 200 chilometri e una velocità di 5900 km/h. Un risultato straordinario che avrà importantissime conseguenze. Vediamo il video.

    

    Ecco il video diffuso da SpaceX che mostra l’arrivo dall’orbita del razzo che viene fatto rallentare fino a posarsi con grande delicatezza dai propulsori. L’effetto è proprio quello di un decollo all’inverso, con una vera esplosione di fiamme che ha fatto tremare tutti i presenti, ma per fortuna tutto è andato come doveva andare. Se questa tecnologia diventerà prassi si abbatteranno i costi di produzione, visto che il componente (costosissimo) del vettore sarà riutilizzabile senza problemi e non andrà perso danneggiandosi nel rientro e cadendo nell’oceano.

    Razzo SpaceX esplode: lo spazio è sempre molto pericoloso

    Giugno 2015 – Ancora un razzo che esplode, ancora una missione fallita verso la ISS per portare rifornimenti: l’incidente del razzo SpaceX Falcon9 con la navetta Dragon che si riducono in frammenti a 45.000 metri di altitudine poco dopo due minuti dal lancio ci deve fare riflettere. Su cosa? Sui pericoli delle missioni spaziali, che nonostante possono godere di un progresso tecnologico pazzesco devono comunque fare i conti sul fatto che si parla sempre di un cilindro pieno di tonnellate di cherosene che viene innescato tramite un’esplosione controllata e che deve spingere l’ingegneria oltre ogni limite. Nella prossima pagina, il video del botto in slow-motion.

    L’esplosione

    Ecco il momento dell’esplosione del razzo: è avvenuta a circa due minuti e dieci secondi dal lancio: non è ancora chiara la causa e lo stesso patron di SpaceX, Elon Musk, ha twittato “La causa è ancora ignota dopo molte migliaia di ore-tecnico di riesame. Ora stiamo facendo l’analisi dei dati con un editor esadecimale per recuperare i millisecondi finali”. Dando un’occhiata al rallenty qui sopra si può notare che qualcosa ha iniziato a funzionare non in modo corretto verso la parte frontale del razzo, con una probabile perdita che ha causato la formazione della nube bianca che poi si è tramutata in incendio e, dunque, esplosione che ha disintegrato il vettore.

    I pericoli

    Poche settimane fa vi raccontavamo dell’esplosione del razzo Antares ma la stessa SpaceX doveva fare i conti con un incidente che ha coinvolto il primo tentativo di atterraggio del primo stadio del Falcon 9 nello stesso periodo. Insomma, se è già passato mezzo secolo dalle prime missioni non si deve dimenticare che i pericoli sono sempre attuali e consistenti, poco importa se la tecnica e la tecnologia hanno fatto passi da gigante, perché quando si deve necessariamente passare da un razzo, per mettere in orbita gli strumenti oppure trasportare materiali, l’imprevisto attende sempre dietro l’angolo. E quando a bordo ci sono astronauti, come nel caso della tragedia della Virgin Galactic, la situazione è ancora più delicata.