La batteria che si ricarica 10 volte più velocemente

Ecco lo speciale progetto che arriva dalla Cina e che permette di poter aumentare la velocità di ricarica delle batterie di ben dieci volte

da , il

    Non c’è evoluzione tecnologica senza un’adeguata innovazione nelle batterie: i dispositivi tech moderni sono sempre più evoluti, ma necessitano di un’autonomia che li renda fruibili quantomeno per tutta la giornata. Oppure, che si possano ricaricare velocemente: Huawei ha presentato un prototipo di batteria che si ricarica dieci volte più velocemente rispetto a quelle attualmente in commercio. Un modello da 600mAh è arrivato al 68% in due minuti, uno da 3000mah (come di uno smartphone topclass) è giunto a 48% in 5 minuti. Come funzionano? Si è migliorata l’efficienza utilizzando e fondendo eteroatomi alle molecole di grafite nell’anodo per fungere da catalizzatore migliore. Il trasferimento di energia è così migliore perché con meno perdite e con una vita stimata più duratura.

    La batteria a idrogeno per iPhone che dura una settimana

    Un iPhone 6 con batteria che dura una settimana? Possibile, grazie all’idrogeno! Il grande problema della tecnologia moderna è che le batterie non hanno seguito l’evoluzione e il progresso degli altri componenti con la stessa velocità e dunque l’autonomia di buona parte dei dispositivi è piuttosto scarsa. Ad esempio gli smartphone: con un uso intensivo si fa fatica ad arrivare a fine giornata con più del 10% o spesso non ci si arriva proprio. E se lo smartphone potesse rimanere lontano dalla presa di corrente per addirittura sette giorni? La società britannica Intelligent Energy, ha sviluppato e presentato un prototipo di cella a combustibile a idrogeno per melafonini che raggiunge la settimana di operatività.A vedere lo smartphone non si nota alcuna sostanziale differenza a parte due piccole bocchette sul retro (quasi impercettibili, a dirla tutta) che rilasciano calore e vapore acqueo che vengono prodotti dalla reazione dell’uso dell’idrogeno. Certo, questo significa che terminato il carico a bordo servirà inserire una nuova cartuccia ed essendo di 3 euro il costo unitario, si andrebbe a spendere circa 156 euro all’anno, tuttavia stiamo parlando della prima generazione e dunque si può ipotizzare un calo sensibile in caso di produzione di massa.

    4 FALSI MITI SULLA BATTERIA

    LA BATTERIA CHE SI RICARICA IN UN MINUTO

    Intanto, qualcosa si sta muovendo anche in termini di velocità di ricarica. Qualche mese fa, infatti, la Stanford University aveva ufficializzato un progetto che ha portato alla realizzazione di una batteria che si ricarica in appena un minuto, al 100%. Ma c’è da smorzare l’entusiasmo perché ci sono diversi “ma”. Quanto sarebbe bello se il nostro smartphone facesse il pieno di energia alla batteria in un tempo inferiore a quello che impiegheremmo per ordinare e poi consumare un caffé alla macchinetta durante la pausa? Eppure, nonostante molte società di primo piano abbiano ormai offerto la “ricarica rapida” per un buon quantitativo percentuale di succo vitale in un tempo ridotto (ad esempio il 50% in 30 minuti), non c’è da essere troppo ottimisti e il cammino verso batterie davvero moderne è lungo e tortuoso. Senza toccare il discorso automobili, con i modelli elettrici che sono ancora troppo limitati nell’autonomia.

    IL PROTOTIPO

    Ma Nature, la celebre rivista scientifica, ha raccontato di un interessante esperimento (ultrafast rechargeable aluminum-ion battery) condotto da un team di ricercatori della Stanford University che hanno confezionato un prototipo di batteria agli ioni di alluminio in grado di ricaricarsi del 100% in un minuto appena. Sarebbe una novità lodevole che potrebbe garantire un salto evolutivo netto rispetto alle attuali prestazioni delle pile alcaline o agli ioni di litio, che peraltro devono anche fare i conti con alcuni effetti collaterali come i pericoli di incendi. Il prototipo è formato da un anodo in ioni di alluminio e un catodo di grafite immersi in un liquido ionico che funge da elettrolita. La vita di questa batteria è altrettanto stupefacente dato che ha raggiunto i 7500 cicli senza perdite di performance contro i 1000 delle alternative in commercio. In più è flessibile e pieghevole oltre che economica nella realizzazione. Tuttavia, queste batterie sperimentali hanno una grande limitazione come un voltaggio troppo basso – appena 2 volt – per risultare effettivamente utilizzabili. Speriamo che si risolva questo piccolo-grande problema per cambiare davvero le carte in tavola.

    RICARICARE LA BATTERIA CON IL GAS