Aumentare la memoria di iPhone è possibile

Si può passare da 16GB a 128GB gabbando Apple

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    Forse non tutti sanno che è possibile aumentare la memoria di iPhone anche se, nativamente, il melafonino di Apple non è predisposto ad accogliere schedine microSD, ma può solo appoggiarsi a servizi di cloud storage. Tuttavia, questo non significa che non ci sia un metodo per andare a ottenere più spazio interno in modo “fisico” ossia andando direttamente a sostituire il componente della memoria interna. Nello specifico è il nuovo trend in Cina dove, low cost, si passa da 16GB fino a 128GB.

    IPHONE: CARO E CON POCO SPAZIO

    Si devono spendere 779 euro per un iPhone 6s da 16GB e ne servono 999 euro per il modello top di gamma da 128GB (qui tutti i costi nudi di iPhone 6s): nel primo caso lo spazio a disposizione è davvero esiguo ed è necessario usare i servizi di cloud per salvare foto e, soprattutto, video, sui server sulle nuvole. Se poi si considerano le applicazioni e gli aggiornamenti di sistema, che devono necessariamente occupare memoria, si fa presto a riempirla. Se andiamo anche a considerare che il nuovo sensore da 12 megapixel possa catturare video 4k, la situazione è ancora più delicata.

    LA SOSTITUZIONE DELLA MEMORIA

    La Cina ha deciso di “opporsi” a questo e ha così stanno fiorendo tantissimi servizi che consentono di poter sostituire la memoria interna andando a aprire la scocca unibody, estrapolarne il componente originale (una NAND Flash) e installarne uno alternativo da 128GB per un prezzo da 580 yuan ossia circa 80 euro oppure 65 euro per 64GB. Un costo meno della metà di quello necessario a passare da un iPhone all’altro.

    I PERICOLI

    C’è però un grosso “ma”: Apple non rende la vita facile, soprattutto quando si rompono le uova nel paniere e così ha allestito una tecnica costruttiva che rende molto complesso aprire senza fare danni. Non paga, la società di Cupertino controlla i numeri seriali sui chip interni, con invalidamento della garanzia in caso contrario. Ma gli smanettoni cinesi hanno trovato la soluzione: c’è un metodo anche per clonare i codici.