Lo smartphone può aiutare a curare i tumori mentre dormi

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    Lo smartphone può aiutare a curare i tumori mentre dormi

    Perché utilizzare lo smartphone semplicemente come sveglia quando stai dormendo se può addirittura aiutare alla ricerca contro il cancro? Grazie a una lodevole iniziativa della società DreamLab (che è frutto della collaborazione tra l’Istituto di Ricerca Medica australiano Garvan e Vodafone Foundation) si potrà letteralmente mettere a disposizione il proprio cellulare intelligente per la scienza, con lo scopo di creare una sorta di rete di processori condivisa che formerà un potentissimo supercomputer dall’elevata capacità di calcolo e elaborazione.

    Come si può aderire a questa iniziativa? Basterà scaricare un’applicazione gratuita da Google Play Store perché in un primo momento il progetto conterà solamente sui dispositivi con il sistema operativo Android e non iPhone. Una volta installato il software sul dispositivo, si dovrà avviare e accettare tutti i punti del regolamento/contratto. In seguito si dovrà lasciare il cellulare acceso di notte e ben attaccato alla corrente elettrica. Tutto qui, perché poi il sistema utilizzerà lo smartphone in automatico.

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    Ma cosa farà di preciso? Utilizzerà il processore e la sua capacità di calcolo per piccole parti di grandi simulazioni, per la risoluzione di problemi e per elaborazioni che ovviamente un singolo smartphone non sarebbe in grado di portare a termine, ma che migliaia se non milioni possono completare. Si può peraltro scegliere anche la “destinazione” del processore, ad esempio per la tipologia di tumore (seno, prostata, pancreas, ecc…), si può impostare quanto traffico dati o banda Wi-Fi donare, per quanto tempo durante la notte.

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    Non è l’unico progetto di questo tipo, ne sono stati già messi all’opera diversi in questi anni, con applicazioni tra le più disparate da studi astronomici a previsioni meterologiche, insomma tutto ciò che richiede una potenza di calcolo che solo i supercomputer hanno. Ma si sa che uniti ci stagliamo e divisi cadiamo e così la collaborazione fa la forza. Grazie a 10.000 download dell’applicativo il laboratorio ha già potuto incrementare la potenza di calcolo di 3000 volte e se si raggiungeranno i 5 milioni di utenti si arriverà a ben 150.000 volte il valore iniziale. “Con l’aiuto di innovazioni che cambiano davvero le carte in tavola, come DreamLab, sono fiduciosa che vedremo cure per alcuni tipi di cancro nei prossimi decenni“, ha commentato la dottoressa Samantha Oakes, a capo dell’unità sulla ricerca contro il cancro al seno del Garvan Institute of Medical Research. Speriamo che sempre più persone partecipino a DreamLab e che la notte ci avvicini a una soluzione a ciò che ora è incurabile.