Il pericolo droni nelle prigioni americane: in arrivo un sistema di difesa

Droni sempre più al centro della cronaca anche in senso negativo: con modifiche di poco costo possono addirittura aiutare nelle evasioni da prigione

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    I droni stanno cambiando il mondo delle riprese televisive, del modellismo e del segmento dei “giocattoli per non più bambini”, ma nascondono un pericolo di fondo che non si può nascondere e che già sta mostrando il proprio volto. Ad esempio possono fungere da sistema per aiutare nelle evasioni e il Federal Bureau of Prisons (ossia l’ente governativo dei penitenziari) sta spingendo per allestire un sistema di protezione in grado di rilevare, tracciare, interdire e, nel caso, neutralizzare piccoli velivoli automatici UAV. Peraltro dovrà essere in grado di funzionare fino a altitudini notevoli visto che anche i modelli più “commerciali” possono muoversi fino a grandi altezze.

    Ma ci sono altri pericoli. Stiamo parlando del fatto che possono essere trasformati facilmente, senza budget elevati e senza particolari conoscenze tecniche, in armi efficacissime. Da un lato possono accogliere pistole, fucili, addirittura cannoni comandabili a distanza (se non direttamente bombe) e dall’altro possono spargere virus informatici volando e agganciandosi a reti Wi-Fi disponibili. Scopriamone di più.

    DRONI CHE SPARANO

    Il fotogramma che vedete qui sopra è tratto da un video che mostra un drone sparare senza troppi problemi grazie a una pistola montata sul fronte: grazie al sistema di stabilizzazione può assorbire molto bene il contraccolpo. Il filmato è stato girato in un parco in Connecticut ed è attualmente sotto investigazione da parte dell’US Federal Aviation Administration (FAA)

    VIRUS VIA WIFI

    Tra le varie email diffuse in merito alla cascata di leaks su Hacking Team è uscita un’idea inquietante: Insitu, sussidiaria di Boeing, lavorava a droni in grado di agganciarsi a reti Wi-Fi per diffondere virus informatici tramite spyware. Una sorta di untore 2.0 che consentiva di poter sfruttare un componente chiamato Galileo, un Tactical Network Injector made in Italy, per inserire codice maligno tramite network senza fili.

    IL FUTURO

    Come vi abbiamo già raccontato in tempi non sospetti, i droni possono davvero diventare il pericolo numero uno non nel futuro ma già nel presente. Immaginate un discorso in pubblico di un politico scomodo oppure un obiettivo che cammina per le stanze di casa o un qualsiasi altro target anche non necessariamente “umano”, ma un luogo oppure un oggetto da eliminare. Ebbene, con un drone con carica esplosiva si può arrivare, agire e tanti saluti. Prima che si possa rendersene conto sarà troppo tardi. Come risolvere questa problematica? Speriamo che non si prenda sottogamba e che ci si inventi qualcosa presto.