Selfie, 5 trucchi per scattare quello perfetto

Selfie, 5 trucchi per scattare quello perfetto
da in Fotografia, Instagram, Selfie, Social Network, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Venerdì 30/10/2015 12:49

    Come scattare il selfie perfetto? Ci sono cinque regole da seguire per ottenere un autoscatto degno di centinaia di like e condivisioni su Facebook, Instagram e co., sono piccoli espedienti che ci consentono di ottenere il massimo rendimento dal minimo sforzo, mettendo in risalto i punti di forza estetici e ridurre al minimo la visibilità delle debolezze. Certo, c’è chi come il ricercatore dell’Università di Stanford – Andrej Karpathy – ha isolato cinque capisaldi ossia: essere donna, occupare con terzo dello spazio il volto (posizionato al centro o in alto), non mostrare la fronte, usare un filtro che sfuma o bianco e nero e aggiungere un bordo. Consigli interessanti, ma un po’ legati alla statistica, ci sono altre dritte più consistenti da seguire e ve le raccontiamo nelle prossime pagine.

    Che cos’è il selfie? Non è altro che il moderno autoscatto ossia un’immagine fotografica in cui il soggetto – o uno di essi – è anche il fotografo. Soprattutto a cavallo tra la fine del 2012 e il 2013 è diventato così famoso che è stato inserito come parola nuova dell’anno nel dizionario di Oxford dell’anno scorso e anche nel 2014 ha continuato il trend soprattutto sui social network, sospinto da propulsori come i VIP che non disdegnano affatto di auto-paparazzarsi anche in scatti piuttosto hot che poi condividono con tutti i follower su Twittter o i fan su Facebook. Scopriamo di più su questo fenomeno che parte dall’antichità della fotografia analogica e che condiziona anche il presente tecnologico ad esempio portando ad avere sensori frontali sempre più definiti, negli smartphone (ma anche nei tablet) proprio per ottenere risultati più apprezzabili.

    Scattarsi un selfie è molto semplice perché basta allungare la fotocamera digitale o il cellulare verso l’esterno del proprio corpo in modo tale da “entrare” nell’inquadratura e poi scegliere l’espressione che meglio ci si rappresenta e cliccare sull’otturatore o sul pulsante digitale. Solitamente si usa il braccio e dunque la mano in cui si è più abili, anche se spesso e volentieri (soprattutto con le macchine fotografiche digitali) è inevitabile scegliere la mano sinistra visto che i pulsanti favoriscono l’impugnatura destra “standard” e dunque la mancina se si impugna al contrario. Come scattare un selfie perfetto? Ecco cinque trucchi pratici da mettere subito in opera. L’APP CHE MOSTRA L’EFFETTO DELLE TUE SELFIE

    Si tende a inquadrare sempre dall’alto verso il basso perché è più semplice e perché consente al viso di stendersi meglio andando a levigare leggermente la pelle mitigando eventuali imperfezioni; in più gli occhi sembrano più grandi e il viso più affilato. Ma siamo sicuri che sia sempre la migliore inquadratura? Lo è appunto se si vuole esibirsi nella famigerata duck-face ossia con la bocca estroflessa a mo’ di bacio, che però ormai è talmente inflazionata da risultare ridicola. Lo è anche se si è in un gruppo molto folto e si vuole poter prendere più persone possibili ad esempio mettendosi su un rialzo con tutti gli altri intorno. Ma non lo è perché tende ad allungare il naso e a schiacciare la parte inferiore del corpo e dunque a non slanciarla affatto. Soprattutto per le ragazze è più indicata un’inquadratura a metà del busto, dunque con una posa più naturale e gradevole. Si può abbinare anche a una posizione laterale del corpo così da poter inquadrare anche più sfondo nel caso in cui si sia nel presso di monumenti o altro. Infine si può optare per la posa dal basso verso l’alto sotto elementi naturali o artificiali (grandi alberi, statue, grattacieli,ecc…) e/o per espressioni buffe. Insomma, la fantasia deve andare al potere, con un po’ di logica che non guasta. LO SPECCHIO PER I SELFIE

    Così come in generale per i ritratti, si può piazzare il proprio viso non al centro ma leggermente spostato verso un lato: non di troppo perché solitamente i selfie sono ottenuti posizionando il cellulare in formato non panoramico (verticale, per intenderci) e dunque lo spazio non è molto. Sono più rari i selfie panoramici un po’ perché è difficile tenere posizionato il cellulare in orizzontale (più semplice per la fotocamera), in questo caso si avrà più campo da occupare: consigliamo di inquadrarsi al centro di una delle due ideali metà del campo e di lasciare un po’ di “respiro” sopra la testa così da avere più panorama, ma solo se questo merita. Se invece si è nella stanzetta o peggio ancora nel bagno? Da non disdegnare lo scatto con la fotocamera posteriore usando lo specchio così da “prendersi” per bene mirando con il display principale. In generale è bene prendersi solo il viso se si “regge” la soggettiva: in tal caso si può anche osare di più con un primissimo piano andando a inquadrare da appena sopra il mento a metà della fronte, ma è audace e non per tutti. Meglio non rischiare e dunque optare per un classico volto e spalle o anche volto e mezzo busto (se il braccio lo consente, con un’inquadratura più ampia. I SELFIE D’APRILE DI GOOGLE

    Grazie a Instagram o ai filtri già inclusi di default in molte fotocamere di smartphone moderni, ce ne sono a disposizione tantissimi da poter applicare in tempo reale oppure in post-produzione agli scatti appena ottenuti. Il consiglio è quello di non esagerare con contrasti troppo spinti, sfocature, cornici e così via. Agite soprattutto sulla saturazione: se è più alta i colori saranno più vivi e accesi, se è più bassa darà quell’atmosfera un po’ sognante vintage. Ecco, l’effetto retrò è elegante e non stona, così come quelli che migliorano la qualità della pelle andando a “sfocare” leggermente. Per quanto riguarda Instagram, nello specifico, i filtri più gettonati per i selfie sono Rise, Inkwell e Hefe. HTC ONE M8, PERFETTO PER SELFIE

    E chi lo dice che una fotocamera da 5 o 8 megapixel sia meglio delle tanto vituperate fotocamere frontali da 1.3 o 2 megapixel? Ok, lasciamo stare i sensori frontali VGA che ormai hanno fatto la loro storia, ma in generale se si vuole ottenere un effetto un po’ vintage (dunque stiloso), sfocato (dunque con pelle più levigata) e pixelloso (che sa di amatoriale e meno costruito, dunque più naturale) sono meglio i sensori non di ultima generazione. E se si è appena speso un patrimonio per un topclass da 700 euro come un Samsung Galaxy S5 oppure un HTC One M8? Nessun problema, basta andare nelle impostazioni interne e andare a selezionare una risoluzione inferiore della fotocamera frontale. L’altro vantaggio sarà anche quello di avere scatti più leggeri e dunque più facilmente condivisibili sui social network o via IM come su WhatsApp e i suoi rivali.

    Molti selfie sono di gruppo dunque senza solo un personaggio, ma con anche un nutrito numero di partecipanti. L’esempio più eclatante è quello del “selfone” della serata degli Oscar 2014 con buona parte del gotha di Hollywood a sorridere davanti al display mantenuto da Bradley Cooper in posizione. La qualità dello scatto è abbastanza scarsa eppure ha ottenuto il più alto numero di retweet e preferiti della storia in un tempo brevissimo, perché? Semplice, perché era zeppo di attori amatissimi. Ma tecnicamente non era male perché il fotografo si è piazzato verso il basso, lasciando così spazio sul retro a tutti. La seconda tecnica è quella di mettere il fotografo più in alto, con il braccio teso ancora più verso l’alto e tutti gli altri in basso intorno: si può prendere davvero un grande gruppo così. Altri suggerimenti? Usare le scale e piazzare il fotografo in alto o in basso; usare una panchina e mettere il fotografo nella seconda posizione oppure sdraiarsi (su un prato, su un letto, sul pavimento…) e piazzare tutti i visi a raggiera intorno. Le moderne fotocamere hanno lenti panoramiche per prendere gruppi numerosissimi senza fatica, altrimenti gli specchi sono sempre gli alleati migliori per ottenere campi più ampi.

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