NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

La stampante 3D che modella il legno

La stampante 3D che modella il legno
da in Stampanti 3D, Tecnologia, Stampanti
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28/10/2015 10:49

    Le stampanti 3D possono solo lavorare su polimeri e materiale sintetico? Niente affatto, perché come dimostrato da X-Carve è possibile anche andare a modellare altri materiali come legno e metallo oltre che plastica. Grande circa un metro per un metro, può andare a intagliare e modificare la struttura di pannelli utilizzando una sorta di puntello controllato in modo molto preciso dal processore interno. Andiamo a scoprire di più su questo macchinario che arriva da una società di stanza a Chicago negli USA, la Inventables.

    Il fulcro è la fresatura multi-asse che rende un blocco di qualsiasi materiale lavorabile, come può essere il legno, il metallo, addirittura anche la schiuma, in un lavorato molto elaborato e prezioso. Nella lavorazione tradizionale tutto avviene a mano da personale qualificato con anni e anni alle spalle, ma con questo macchinario tutto avviene in modo automatico seguendo le istruzioni. La Inventables ha realizzato il progetto “base” che è alla ricerca di finanziamenti tramite le ben note piattaforme di crowdfunding,

    X-Carve è appunto una carving machine ibridata con una stampante 3D per la realizzazioni di pezzi di alta precisione e si può trovare in due differenti configurazioni. C’è quella standard da 50×50 centimetri con risoluzione di lavoro di ~0.075 a 0.13 mm e la Large da 1×1 metro con la medesima precisione, per un’area lavorabile pari a 300 x 300 x 70 mm per la standard e 800 x 800 x 70 mm per la large. La piattaforma è peraltro completamente open per ampliare le potenzialità. Il prezzo parte da 799 dollari fino a 1256 dollari.

    Le stampanti 3D saranno il futuro della tecnologia e potranno aiutare anche in modo pratico l’uomo. Date un’occhiata a questa clip che racconta l’innovazione delle stampanti 4D che apportano una nuova dimensione che è il tempo. Gli oggetti creati continueranno infatti ad avere la possibilità di modificarsi nel tempo: questi prodotti potranno così auto-assemblarsi o meglio ancora auto-ripararsi. Ad esempio un tubo potrà capire se stringere o allargare il diametro mentre eventuali componenti anti-rigetto per interventi medici potranno essere impiantati come una sorta di pacchetto work in progress per poi continuare a crescere e diventare effettivamente operativi solo dopo un tot di tempo. Al centro di questo progetto c’è Skylar Tibbits della facoltà di architettura del MIT di Boston.

    Per approfondire: > Stampanti 3D per la mano artificiale più precisa > Le stampanti 3D in medicina

    564

    PIÙ POPOLARI