La stampante 3D che modella il legno

Interessantissimo progetto per la realizzazione di speciali stampanti 3D che possono lavorare anche legno e metallo

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    Le stampanti 3D possono solo lavorare su polimeri e materiale sintetico? Niente affatto, perché come dimostrato da X-Carve è possibile anche andare a modellare altri materiali come legno e metallo oltre che plastica. Grande circa un metro per un metro, può andare a intagliare e modificare la struttura di pannelli utilizzando una sorta di puntello controllato in modo molto preciso dal processore interno. Andiamo a scoprire di più su questo macchinario che arriva da una società di stanza a Chicago negli USA, la Inventables.

    UNA FRESATURA DI GRANDE PRECISIONE

    Il fulcro è la fresatura multi-asse che rende un blocco di qualsiasi materiale lavorabile, come può essere il legno, il metallo, addirittura anche la schiuma, in un lavorato molto elaborato e prezioso. Nella lavorazione tradizionale tutto avviene a mano da personale qualificato con anni e anni alle spalle, ma con questo macchinario tutto avviene in modo automatico seguendo le istruzioni. La Inventables ha realizzato il progetto “base” che è alla ricerca di finanziamenti tramite le ben note piattaforme di crowdfunding,

    PREZZI ACCESSIBILI

    X-Carve è appunto una carving machine ibridata con una stampante 3D per la realizzazioni di pezzi di alta precisione e si può trovare in due differenti configurazioni. C’è quella standard da 50×50 centimetri con risoluzione di lavoro di ~0.075 a 0.13 mm e la Large da 1×1 metro con la medesima precisione, per un’area lavorabile pari a 300 x 300 x 70 mm per la standard e 800 x 800 x 70 mm per la large. La piattaforma è peraltro completamente open per ampliare le potenzialità. Il prezzo parte da 799 dollari fino a 1256 dollari.

    Stampanti 4D per oggetti che si autorigenerano

    Le stampanti 3D saranno il futuro della tecnologia e potranno aiutare anche in modo pratico l’uomo. Date un’occhiata a questa clip che racconta l’innovazione delle stampanti 4D che apportano una nuova dimensione che è il tempo. Gli oggetti creati continueranno infatti ad avere la possibilità di modificarsi nel tempo: questi prodotti potranno così auto-assemblarsi o meglio ancora auto-ripararsi. Ad esempio un tubo potrà capire se stringere o allargare il diametro mentre eventuali componenti anti-rigetto per interventi medici potranno essere impiantati come una sorta di pacchetto work in progress per poi continuare a crescere e diventare effettivamente operativi solo dopo un tot di tempo. Al centro di questo progetto c’è Skylar Tibbits della facoltà di architettura del MIT di Boston.

    Per approfondire:

    > Stampanti 3D per la mano artificiale più precisa

    > Le stampanti 3D in medicina