Adolescenti WhatsApp-dipendenti sono come scommettitori compulsivi

Adolescenti WhatsApp-dipendenti sono come scommettitori compulsivi
da in Cellulari, Facebook, Gadget, Internet, Mobile, Smartphone, Social Network, Tablet, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Lunedì 30/11/2015 10:01

    L’adolescente tipo è un grande appassionato di WhatsApp, ha lo sguardo e il capo sempre puntato verso il basso lasciando il resto delle conversazioni – quelle reali – in secondo piano, ma non solo. Si comporta in un modo paragonabile a quello degli scommettitori compulsivi andando a mentire sul tempo speso chattando con gli amici e convincendo gli altri e autoconvincendosi di non star facendo niente di male. In più, sacrificano tempo per il sonno e, in generale, perdono capacità di concentrazione. Un quadro troppo severo? Per molti teenagers (e anche per diversi adulti, suvvia!) è più che vero.

    Soprattutto l’uso dell’instant messaging, ma anche dei social network, porta a una generazione di incivili tecnologici che non si limita a coinvolgere gli adolescenti, ma che vede questa fascia come quella più sensibile. Sono quella categoria di persone che vagano per il mondo come zombie tecnologici ormai completamente in balia dei gadget e dipendenti da smartphone, Facebook e tweet. Un recente studio del sociologo Saro Trovato, fondatore di Found!, ha condotto una indagine su 1500 persone tra 16 e 65 per analizzare abitudini e opinioni. Il risultato è un quadro ben delineato e interessante che si sofferma su tutte quelle azioni che compiamo ogni giorno e che risultano particolarmente sgradevoli Quali azioni? Gli uomini odiano l’uso dei cellulari durante lavoro e riunioni (per il 66% degli intervistati), l’uso in generale eccessivo (58%), il tartassamento di messaggi dalla partner (43%). Le donne rispondono con il volume eccessivo in luoghi pubblici per il 73 per cento, l’uso durante i pasti per il 64% e il controllo di notizie sportive senza ritegno (57%). Dove si commettono più “crimini”? In ufficio (56%), sui mezzi pubblici (44%), in camera da letto (39%) e in cucina (36%). Scopriamo le altre rivelazioni dell’indagine.

    Chi sono questi incivili digitali? Sorprendentemente – o forse no? – non sono gli adolescenti, ma gli adulti dai 35 ai 50 anni del quale ne sono affetti il 71 per cento del totale contro il 54% dei 18-25enni e il 34% dei 55-65enni che però risultano incivili più per “ignoranza” sul corretto funzionamento del cellulare. Ad esempio impostando il volume troppo alto per non saperlo “settare” più basso. Il 49 per cento degli uomini è incivile-hitech, contro il 34 per cento delle donne.

    Found! ha inoltre isolato cinque grandi famiglie di incivili digitali. La prima è quella dei Social-Addicted ossia dei dipendenti da social network come quelli che non riescono proprio a staccarsi da Facebook e Twitter. La seconda è quella dei Disturbatori Seriali che utilizzano lo smartphone ovunque, specialmente in situazioni pericolose come alla guida. I divertenti Audiolesi Immaginari parlano al telefono come se dovessero trasmettere la propria comunicazione con lo spazio e/o impostano il livello della suoneria a livelli ininimmaginabili. Ci sono poi i tanto temuti Cyber-Marpioni che si offrono a chiunque e in qualunque modo e probabilmente i più fastidiosi di tutti ossia gli Asfissianti Self-Made-Pr che taggano centinaia di persone in foto promozionali. Per fortuna è possibile scollegarsi da questi individui con un semplice clic…

    Per fortuna esiste un modo per guarire dalla dipendenza e in tal senso ci viene particolarmente comodo il buon senso. Il principale elemento disturbatore – guarda un po’ – è il cellulare che guida la classifica a 78 per cento seguito da tablet al 40 per cento e PC/TV a 33/28 per cento. I consigli? 1) non utilizzare il cellulare nei momenti intimi o conversazioni occhi-negli-occhi 2) diminuire il volume delle conversazioni 3) diminuire il tempo speso, assegnando un tot ogni giorno.

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