Come si brevetta un’idea e quanto costa

Come si brevetta un’idea e quanto costa
da in Guide Tech, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Giovedì 07/07/2016 11:33

    Come funziona il procedimento che porta a brevettare un’idea e quanto costa? La curiosa domanda è più che legittima dopo aver letto la notizia che in Italia si registrano 9212 invenzioni all’anno (di cui 8307 da italiani – dati Wipo, World Intellectual Property Organization), un buon numero ma molto lontano dall’enorme quantità di 800.000 dei cinesi. Avete avuto un’intuizione potenzialmente geniale e volete tutelarvi? Vi spiegamo come fare con una pratica guida semplificata passo a passo.

    Prima di tutto è d’uopo comprendere cosa sia un brevetto: per definizione, è un titolo che consente a chi ha realizzato un’invenzione di poterla non solo produrre, ma anche commercializzare in esclusiva. A seconda che sia nazionale o internazionale, può far valere questa esclusiva sul territorio competente. Brevettare un’idea è necessario per tutelare la propria proprietà intellettuale, gli investimenti spesi in tempo e denaro. Cosa si può brevettare? Praticamente quasi tutto da prodotti come macchine di qualsiasi tipo (anche quelle mediche, ma non i metodi di trattamento chirurgico e terapeutico) a procedimenti che portano a ottenere un prodotto, ad esempio con la chimica. Anche gli alimenti, i composti e le sostanze sono brevettabili. Cosa non si può brevettare? Le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici; i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale e i software e infine le presentazioni di informazioni. Anche vegetali e specie animali sono in-brevettabili. In generale, presentarsi all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e chiedere lumi è sempre la mossa migliore.

    Si può scegliere tra due tipi di brevetto, quello per invenzione che è più “potente” e dura più a lungo e quello per utilità che invece è più semplice da ottenere, ma dura di meno e protegge anche di meno. Il brevetto per invenzione certifica che un’innovazione abbia ad esempio utilizzato una soluzione davvero nuova ed originale per ovviare a un problema tecnico mai risolto prima. Dura 20 anni, ma non può essere rinnovato. Quello per utilità viene concesso senza esaminare il progetto, dura 10 anni e non è rinnovabile. Come decidere tra uno e l’altro? Una soluzione è quella di chiedere un “doppio deposito” (concesso dall’art. 84 CPI) lasciando che sia l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi a scegliere.

    Affinché il brevetto sia validato si devono riscontrare alcune proprietà, nello specifico deve essere tassativamente nuovo, inventivo e lecito oltre che industrializzabile che significa che non deve mai essere stato presentato prima, deve avere una sua utilità originale e specifica, insomma deve fornire un progresso sulla tecnica attuale e deve essere poi prodotto a livello industriale. Quali diritti si ricevono dal brevetto? L’uso esclusivo dell’invenzione per trarne profitto e la possibilità di cederlo.

    Quanto dura il brevetto? 20 anni per modello per invenzione e 10 per quello di utilità, dopo di che non può essere rinnovato e diventa a disposizione di tutti. Sarà necessario pagare di anno in anno la tassa di mantenimento. Quanto costa registrare un brevetto? Dipende dal tipo di invenzione e dall’estensione territoriale, non c’è un prezzo fisso. La tassa fissa di 50 euro per le domande in formato elettronico è più conveniente dei 120 euro di base per quella cartacea (che sale a seconda delle pagine e lingua), si dovranno poi aggiungere 500 euro per la domanda e 1400 euro per la concessione.

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