Gmail, scopri se il curriculum che hai spedito è stato letto

Ideale servizio per chi manda cento curriculum al giorno, Bananatag è un tool per Gmail e Outlook che informa se la mail e l'allegato sono stati aperti e letti

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    Se si è in cerca di lavoro si arriva a spedire una grande quantità di email con curriculum vitae in allegato con la speranza, prima ancora di essere richiamato per un colloquio, di essere letto. Non è infatti raro che i responsabili per l’assunzione ricevano tonnellate di richieste e non abbiano tempo (o voglia?) di leggere tutte le email, né di aprire gli allegati. Tuttavia, c’è un nuovo servizio nato per Gmail e ora disponibile anche per Outlook di Microsoft, che consente di poter scoprire se il destinatario ha aperto la mail, dove e se ha letto l’allegato. Si chiama Bananatag.

    COME FUNZIONA?

    Il funzionamento è molto semplice perché all’interno della mail inviata ci sarà una piccolissima immagine, quasi impercettibile, di 1 pixel per lato che farà da “spia”. Farà da tracker delle attività sulla mail scoprendo prima di tutto se la mail è stata letta (funzione che ad esempio coi grandi provider di posta elettronica non è possibile avere) e in secondo luogo se il destinatario abbia o meno aperto l’allegato. L’immagine identificativa funge da alert e notifica tutto al mittente. Ma c’è di più, si può anche localizzare il destinatario.

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    IDEALE PER I CURRICULUM INVIATI

    Qualcosa di molto utile se si stanno inviando curricula a mitraglia e si vuole essere sicuri (nel bene o nel male) dell’esito del proprio tentativo. Bananatag comunica tutto in tempo reale facendo da spia e, ovviamente, non informando il destinatario di questo piccolo scherzetto. Si può utilizzare attraverso l’attivazione di un’estensione specifica di Gmail oppure come add-in di Outlook di Microsoft e informa addirittura sulla posizione geografica del momento dell’apertura virtuale della lettera. Si riceverà un report, con tutti i dati e con un’analisi sul grado di efficacia della comunicazione.

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    PROBLEMI MORALI

    Se si utilizza con cinque email al mese è gratuito, altrimenti si pagano 5 euro per tracciare fino a 100 email al mese. Tutto molto bello, ma c’è un problema diciamo a carattere morale: quanto è giusto spiare così il comportamento del destinatario? Non è lesivo della privacy? Non sarebbe meglio chiedere prima il consenso?

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