Facebook e il Non mi piace che potrebbe generare confusione

Facebook e il Non mi piace che potrebbe generare confusione
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16/09/2015 09:04

    E il giorno arrivò: Facebook è pronto ad aprire al pulsante “non mi piace” che era stato richiesto a gran voce dagli utenti, ma che potrebbe generare un po’ di confusione, visto che ci sono tre possibili interpretazioni. L’opinione opposta al like andrà a coinvolgere quella tipologia di contenuti che magari si condividono, ma che non possono stimolare piacere come ad esempio un articolo che parla di scandali politici. Oppure, andrà a fornire lo strumento necessario proprio per dissociarsi da qualcosa che è stato pubblicato da un contatto. Oppure, più semplicemente potrebbe esprimere dissenso. Scopriamone di più.

    Attualmente il pulsante non è ancora attivo, ma potrebbe esserlo a breve: ad aprire a questa possibilità è lo stesso Mark Zuckerberg che finora sembrava decisamente contro l’idea. Dopo anni di “Like” in cui sembrava che tutta la community potesse esprimere solamente consenso, era però ora che si rendesse disponibile anche il contraltare. Il co-fondatore del colosso ha ammesso di aver ricevuto la richiesta in modo importante da diverso tempo e lo spunto definitivo è arrivato per venire incontro a quegli utenti che ad esempio vogliono esprimere empatia per una notizia negativa o un evento di carattere drammatico. Ok, ma ci saranno casi di difficile interpretazione.

    Come già detto, se si dice che qualcosa non piace le interpretazioni possono essere molteplici a differenza del mi piace che è secco e diretto. Se una cosa ci piace il discorso finisce lì, non c’è bisogno di andare oltre. Ma se non ci piace, c’è un motivo che non può essere solo spiegato con un clic e forse richiede anche un commento di spiegazione. Ad esempio può non piacerci perché siamo d’accordo con chi ha pubblicato il link, ma non gradiamo il contenuto (notizia di una strage); oppure, all’opposto, siamo d’accordo con quello che dice il link ma non dal commento accompagnatore del nostro contatto (decisione politica che il contatto commenta come sbagliata ma che noi riteniamo giusta); infine, semplicemente non ci piace ciò che è stato pubblicato (una foto).

    Non siamo dunque difficili profeti a ipotizzare che il Non mi piace sarà sempre accompagnato da un commento di maggiore spiegazione perché esprimere dissenso è un atto “forte” e che merita a maggior ragione una motivazione, anche per evitare quelle facili fraintendimenti che sono tipiche delle comunicazioni digitali. I NUOVI UFFICI DI FACEBOOK

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