Facebook: una persona su sette al mondo online in un giorno

Un miliardo di persone si sono collegate in un giorno su Facebook, più precisamente lo scorso 24 agosto segnando un record incredibile visto che una persona su sette sul pianeta era online

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    Una giornata storica quella del 24 agosto 2015 per Facebook che ha visto un miliardo di persone online a usare il social network: fatti due conti, significa che un abitante su sette della Terra era sulla community da oltre 1.4 miliardi di iscritti. Un risultato eccezionale, festeggiato ovviamente con tutte le celebrazioni del caso da Mark Zuckerberg. Il co-fondatore del portale ha pubblicato un aggiornamento di status in un cui comunica il traguardo e apre nuovi orizzonti.

    IL MESSAGGIO DI ZUCKERBERG

    Le parole di Zuckerberg: “Abbiamo oltrepassato una pietra miliare, per la prima volta un miliardo di persone erano online Facebook in una sola giornata, lunedì scorso (24 agosto NDR). Una persona su sette sulla Terra ha utilizzato il social network per connettersi ad amici e famiglia. Siamo soliti parlare di numeri per comunicazioni finanziarie, ma in questo caso è diverso ed è solo l’inizio del nostro progetto per connettere il mondo intero. Sono davvero orgoglioso dei progressi che abbiamo raggiunto. La nostra community è qui per dare una voce a ognuno, per promuovere la comprensione e offrire a tutti l’opportunità di vivere in un mondo moderno. Un mondo più aperto e connesso è un mondo migliore con la possibilità di avere relazioni più forti con chi si ama, un’economia più solida e più opportunità in una società che riflette i valori di tutti noi. Grazie per farne parte e per l’aiuto dato, non vedo l’ora di assistere a cosa raggiungeremo in seguito”.

    UN’INTERA POPOLAZIONE

    Più ancora del miliardo e quattrocento milioni di iscritti (ma sono stime, la realtà potrebbe essere più abbondante), fa ovviamente effetto pensare che nell’arco di 24 ore una persona su sette al mondo ha visitato il proprio profilo su Facebook. Significa che ormai il social network è entrato irrimediabilmente nella quotidianità globale, senza distinzione di background, ceto, sesso, religione o tradizioni. Qualcosa di davvero impensabile fino a cinque anni fa, che invece ora è realtà. È come la nazione più popolosa al mondo, più ancora di Cina e India.

    LE CONSEGUENZE

    Quali sono le conseguenze di questa prorompente quantità di utenti? Che le informazioni che gentilmente offriamo in pasto ai server del social network (compresa la biografia pubblica) raccontano nel modo più efficace possibile un’istantanea del mondo: dalle passioni e gusti personali a proposito di qualsiasi tipologia di prodotto al parere (like, mi piace) su avvenimenti, marche, eventi e via dicendo. Un continuo sondaggio con bacino d’utenza spaventoso, un tesoro incommensurabile. Al tempo stesso, è singolare quanto si sia ormai tutti parte di questo sistema, in tutti i continenti del pianeta, la vera globalizzazione