Videogioco su Salvini: Call of Salveenee alla ricerca dei Marò

Videogioco su Salvini: Call of Salveenee alla ricerca dei Marò

    Un titolo davvero strepitoso quello del videogioco su Matteo Salvini chiamato Call of Salveenee – alla ricerca dei Marò che ha mandato su tutte le furie la dirigenza della Lega e soprattutto Gianluca Buonanno. L’eurodeputato si è esposto per primo contro quella che ha definito come una beffarda incitazione all’odio, proponendo una querela al programmatore e una richiesta di 500.000 euro di danni. La risposta del giovanissimo ideatore, un 23enne originario di Pisa, è stata emblematica: “È solo satira”. Andiamo a scoprire di più su questo videogioco di cui sopra possiamo ammirare uno screenshot.

    Giocando sul nome del ben più noto CoD ossia Call of Duty e sugli avvenimento di cronaca recente, è nato “Call of Salveenee – alla ricerca dei Marò”, che vede il segretario del Carroccio combattere duro contro nemici che rispondono al nome di “Zingherello”, “Terrone” e “Azziz” utilizzando nientemeno che ruspe. Ovviamente il riferimento è quello dei Rom, dei meridionali e degli islamici ossia tre “nemici” storici della Lega Nord, che compaiono sempre nelle esternazioni di Salvini. Per quanto riguarda le ruspe, ci si riferisce all’uscita sullo spianare i campi nomadi proprio con il pesante mezzo di lavoro. TUTTE LE GAFFE DI SALVINI

    Qual è lo scopo del gioco? Come da titolo è quello di liberare i due Marò, al centro della lunga querelle con l’India e che vede i partiti di centro-destra schierati a difesa dei militari. L’eroe senza macchia e senza paura sarà proprio inspirato a Salvini (di cui Salveenee è la versione che va letta all’inglese con la doppia “e” che diventa “i”) mentre l’ambientazione è proprio quella di CoD. Lo sviluppatore Marco Alfieri ha commentato: “Si tratta solo di satira e non volevo offendere nessuno, avrei potuto anche utilizzare altri leader e altri tormentoni come un simil Matteo Renzi che ‘spara’ banconote da 80 euro oppure un personaggio come Beppe Grillo che lancia stampanti in 3D”. Ma la spiegazione non è bastata all’eurodeputato leghista Gianluca Buonanno.

    Buonanno ha infatti commentato in diretta durante la trasmissione in streaming su Youtube “Klauscondicio” di Klaus Davi: “È un incitamento all’odio verso il nostro segretario generale e visto che vengo denunciato ogni qualvolta che pronuncio la parola rom, ora denuncio chi trasforma un videogioco in un’arma di odio politico e razziale verso la Lega”. Da qui la probabile querela con richiesta di danni per 500.000 euro, somma che andrebbe poi “Devoluta agli italiani poveri, perché il PD tutela solo i non italiani”, ha spiegato Buonanno. Vediamo come andrà a finire.

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