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Sito per fedifraghi hackerato: già tre suicidi e class action multimilionaria

Sito per fedifraghi hackerato: già tre suicidi e class action multimilionaria
da in Hacker, Internet, Privacy, Sicurezza Informatica, Tecnologia, World Wide Web
Ultimo aggiornamento: Martedì 25/08/2015 10:56

    Aumenta il panico tra i fedifraghi dopo l’attacco informatico a Ashley Madison di fine luglio. Sono già tre i suicidi dopo che email e dettagli degli utenti sono stati rivelati online alla mercè di chiunque. Stiamo parlando del celeberrimo portale dedicato agli incontri extraconiugali di persone che desiderano organizzare una scappatella in tutta privacy e sicurezza con altri coniugi insoddisfatti oppure semplicemente curiosi di qualche esperienza al di fuori del normale. Un portale abnorme, con I cybercriminali avanzano motivazioni soprattutto morali per questo gesto. È stata intanto presentata una class action da 578 milioni di dollari contro il sito che non ha protetto adeguatamente i dati né li ha cancellati per gli utenti che avevano pagato un surplus all’iscrizione per questa promessa.

    Gli hacker o meglio dire cracker del gruppo The Team Impact hanno attaccato in modo massiccio non soltanto Ashley Madison ma anche altri portali EstablishedMen.com e CougarLife.com tutti facenti parte del gruppo Avid Life Media che permettono di poter organizzare incontri clandestini mantenendo il segreto, una promessa che si scambiano ambo i partner così da lasciare una certa tranquillità. Tuttavia, i pirati hanno fatto accesso al server andando a fare incetta di dati sensibili. E hanno diffuso tutto online in diverse tranche.

    AshleyMadison.com chiedeva 19 dollari per poter cancellare tutti i dati personali che si devono inserire al momento della registrazione al portale, per maggiore privacy. Il gruppo, nella rivendicazione, spiega: “Questo stratagemma ha fatto guadagnare 1,7 milioni di dollari nel solo 2014, ma la cancellazione è una bugia, dopo il pagamento con carta di credito e i dettagli dei loro acquisti non vengono cancellati come promesso”. Insomma, qualcosa è tenuto nascosto e gli hacker hanno voluto punire il sito non corretto, ma non è solo questo il pericolo.

    C’è anche una motivazione “morale” per l’attacco frontale a AshleyMadison.com come spiegato sempre nel comunicato: “Peccato per quegli uomini che sono dei traditori e non meritano discrezione. Oggi sarà una brutta giornata per tanta gente, incluse persone ricche e potenti”. Come al solito si ha anche una motivazione più profonda del gesto e così tanti fedifraghi potrebbero vedere spiattellati i propri affari sentimentali segreti? La polizia dice di essere vicina all’individuazione dei colpevoli. Intanto sono usciti nomi grossi, su tutti Josh Dugger l’attivista ultracattolico che lotta contro la possibilità che gli omossessuali possano mettere su famiglia. Aveva non una, ma ben due utenze: sbugiardato, ha confessato tutto, con un comunicato stampa decisamente paraculo. L’altro nome è quello del procuratore della Florida, Jeffrey Ashton.

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