Emoji omosessuali: la Russia dice no, è propaganda sui minori

Incredibile decisione della Russia che vorrebbe bloccare le emoji omosessuali appellandosi a una legge del 2013 che le potrebbe far considerare come propaganda contro gli adolescenti

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    La Russia vorrebbe bloccare le emoji omosessuali ossia tutte quelle faccine per programmi per messaggistica istantanea come WhatsApp che raffigurano una coppia gay o lesbica oppure immagini che potrebbero riferirsi a qualcosa di LGBT. La stampa russa riporta che Vladimir Putin si potrebbe appellare a una legge del 2013 che farebbe in modo di considerare le faccine arcobaleno come propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori. Lo supporta un senatore di estrema destra russo, Maxim Ksenzov.

    Google e Apple al lavoro

    Le Emoji saranno presto anche multietniche: sia Google sia Apple stanno lavorando a modificare le faccine da inserire nelle chat per permettere agli utenti di andarle a personalizzare configurando il colore della pelle, cogliendo l’occasione dell’aggiornamento degli standard da presentare alla Unicode Consortium, che li soprassiede. Attualmente quasi tutte le immagini prendono infatti a immagine persone con colore chiaro della pelle, caucasici insomma, mentre le altre etnie sono presenti quasi come faccine esotiche. Presto si potranno modificare i colori non solo delle emoji più classiche, ma anche quelle delle mani, orecchie, naso, ecc..

    LE EMOJI PER LE CHAT

    Gli emoji nascono in Giappone alla fine degli anni ’90 per raffigurare le emoticons in un modo più simpatico e divertente. In giapponese si scrive 絵文字 e si presentano come simboli pittografici. Il nome deriva da 絵 “e” ossia immagine, 文 “mo” ossia scrittura e 字 “ji” che significa carattere. Presi come standard, si possono poi trovare in diverse applicazioni per dispositivi mobile come iPhone, Android, Windows Phone, Blackberry così come in software per PC, Mac e Linux. Insomma, possono trascendere il supporto hardware e il sistema operativo rendendosi disponibili su multipiattaforma e non perdendosi se inviate da un device a un altro.

    EMOTICONS NELLE OPERE D’ARTE CON EMOJINAL ART

    LE EMOJI MULTIETNICHE

    Google e Apple vogliono rinnovarle e far sì che il consorzio dietro queste raffigurazioni possa migliorarle e aggiornarle. Sarà così possibile cambiare il colore della pelle in modo tale che non saranno solo di persone bianche, ma anche di origine africana, asiatica e così via. Non solo: si potrà scegliere la sfumatura dai pigmenti più chiari a quelli più scuri. Una scelta che può essere considerata sotto due punti di vista, uno più prettamente politically correct e l’altro commerciale. Iniziamo dal primo: tutti gli utenti si sentiranno meglio rappresentati e ci sarà meno “razzismo” tecnologico.

    PER I MERCATI EMERGENTI

    La seconda motivazione è prettamente commerciale: pensiamo ad esempio al mercato cinese e a quello indiano: da soli prendono più di un terzo del pianeta. E non dimentichiamo l’Africa dove sempre più produttori e operatori si stanno gettando a testa bassa per soddisfare le esigenze di un mercato emergente. Sembra una piccolezza, ma emoji che rappresentano in modo migliore una popolazione può sicuramente far piacere a questa massa consistente.