Smartphone e computer vecchi? Finiscono in Ghana in una maxi discarica

Smartphone e computer vecchi? Finiscono in Ghana in una maxi discarica
da in Rifiuti, Smartphone, Tecnologia, Tumore
Ultimo aggiornamento: Lunedì 20/07/2015 12:59

    Dove vanno a finire tutti i dispositivi tecnologici ormai a fine della loro vita come smartphone, tablet, televisori, computer e così via? C’è infatti la possibilità di poterli consegnare ai negozi (si paga già una tassa per questo) oppure smaltire in appositi centri. Ok, ma poi cosa succede? Una grossa parte di tutti i rifiuti tecnologici del mondo termina in Ghana, presso la gigantesca discarica del quartiere Agbogbloshie di Accra, la capitale dello stato africano. E le condizioni della popolazione sono davvero al limite.

    Sono soprattutto i bambini a popolare questa discarica immensa e la maggior parte è “impegnata” non certo volontariamente per andare a recuperare i materiali preziosi contenuti all’interno dei vecchi device come oro, argento, platino (che sono presenti in quantità davvero minuscole e ormai quasi non più individuabili senza apposite apparecchiature) e soprattutto il sempre prezioso rame e il più spartano, ma comunque vendibile ferro.

    Il falò è continuo e perenne e non c’è da stupirsi se l’aria sia carica di elementi estremamente nocivi per la salute, che in forma volatile agiscono subito sull’organismo delle persone che si aggirano, o meglio dire vivono, tra le macerie. Sono molti anche i ferimenti dovuti a un disassemblaggio empirico degli apparecchi, con martelli, asce oppure semplicemente con le mani e pietre. La maggior parte dei rifiuti arriva dagli USA, dall’India, Cina ma anche dall’Europa. Ma come è possibile tutto ciò?

    Il business dei rifiuti è sempre stato uno dei più redditizi oltre che uno di quelli più in mano alla malavita. Se poi ci si mette di mezzo l’hitech allora tutto aumenta in modo proporzionale. Container su container arrivano qui superando dogane con bustarelle nemmeno così esose, intanto l’aumento di tumori e di malattie è raccapricciante, colpendo soprattutto le nuove leve. Si calcola che meno del 25% dei dispositivi hitech a fine vita venga smaltito correttamente, il primo paese per rifiuti tecnologici è la Norvegia con 28 chilogrammi a testa, l’Italia è a 17.6kg.

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