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Addio al papà degli SMS: Matti Makkonen è morto

Addio al papà degli SMS: Matti Makkonen è morto

    Matti Makkonen si è spento alla giovane età di 63 anni. Chi era costui e perché merita le prime pagine dei portali di tecnologia di mezzo mondo? Perché si può considerare a ragione il papà degli SMS, dei messaggi di testo inviabili attraverso la rete cellulare. L’idea gli balenò in mente 31 anni fa, nel 1984 quando suggerì di realizzare una tecnologia per inviare brevi stringhe di testo attraverso il network telefonico. Sembra emblematico che ci abbia lasciato proprio oggi, nel 2015 quando gli SMS stanno vivendo il loro anno peggiore e sembrano destinati all’oblio.

    Matti Makkonen era nato nel 1952 ed era piuttosto giovane quando ebbe l’idea rivoluzionaria degli SMS ossia dei corti messaggi testuali che si potevano inviare sul network telefonico. Dall’idea all’applicazione reale e definitiva passarono però otto anni e la piena maturità a livello globale avvenne circa ulteriori dieci anni dopo, quando – anche per i prezzi sempre più competitivi – i messaggi diventavano uno dei sistemi di comunicazione più popolari. Uno degli ultimi dati, del 2012, parla di 7,76 trilioni inviati tutto il mondo, con una media di 17,6 miliardi al giorno.

    Come detto, l’esplosione degli SMS avvenne nella pratica solamente qualche tempo dopo la creazione, più precisamente, come affermò lo stesso Makkonen, “Il vero e proprio lancio del servizio, per come lo vedo io, fu quando Nokia introdusse il suo primo cellulare che permettesse la scrittura semplificata dei messaggi”. Stiamo parlando del 1994, l’anno dei Mondiali in USA. Il vero boom degli SMS in Italia avvenne almeno cinque anni più tardi, con i telefonini che diventavano finalmente più economici e abbordabili per tutti.

    Grazie al loro limite di 160 caratteri, gli SMS cambiarono la lingua, introdussero nuovi modi di esprimersi con le abbreviazioni, interi modi di dire con poche lettere (ad esempio chi si è dimenticato TVB per dire Ti voglio bene oppure LoL per dire Un sacco di risate e così via), senza dimenticare le emoticon che esprimevano addirittura intere emozioni con due-tre segni grafici. Un nuovo modo di scrivere che è stato traslato anche online con i servizi di instant messaging e chat oppure sui social network, Twitter su tutti con il suo limite dei 140 caratteri. E ora? Ora che proprio la rete offre nuovi modi di comunicare a costo praticamente zero gli SMS sono vicini all’estinzione, ormai quasi nessuno li usa più e sono quasi regalati dagli operatori telefonici. Il buon Matti, però, se n’è andato prima.

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