La tecnologia ci fa concentrare meno dei pesci rossi

La tecnologia ci fa concentrare meno dei pesci rossi
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    La tecnologia ci fa concentrare meno dei pesci rossi

    I pesci rossi sono noti per avere una memoria cortissima, quasi nulla come se istante fosse per loro sempre nuovo. In più, hanno una capacità di concentrazione di pochi secondi, appena nove. L’essere umano può ricordare da quando ha pochi anni fino a quando ne ha più di cento, tuttavia stiamo perdendo sempre più la capacità di focalizzare la nostra attenzione tanto che in appena 15 anni siamo passati da 12 secondi a 8 secondi, che poi significa uno in meno rispetto al pesciolino che sguazza nella bolla di vetro in salotto. La causa? La tecnologia. Lo sostiene uno studio realizzato da Microsoft in Canada.

    Se nel 2000 la capacità di concentrazione umana era pari a 12 secondi, ora che sono passati 15 anni è crollata letteralmente fino a 8 secondi che è uno in meno rispetto al pesce rosso che sarà anche tanto simpatico, però rimane suo malgrado un esempio di animale che non brilla certo per arguzia e brillantezza. Ci sta bene, dopo averlo preso in giro per anni ora siamo un gradino sotto e la causa è l’evoluzione esponenziale dei dispositivi tecnologici come smartphone, tablet e affini, che ci hanno letteralmente modificato il cervello, ma non sempre in senso negativo.

    Siamo infatti abituati al multitasking tanto che non lo mettiamo sono in opera sul lavoro, ma sempre più volentieri anche nel tempo libero e così mentre guardiamo la TV controlliamo la posta, mentre si mangia si gioca col tablet, mentre si è in bagno si sistema il calendario, sul lavoro stiamo sempre sui social network. Il lato negativo è che non viviamo mai veramente il presente nella sua totalità, abbiamo sempre un po’ di cervello impegnato di qui e di là e così la nostra attenzione verso ciò che meriterebbe è scarsa e sono sempre più numerose le persone che non riescono a sostenere una conversazione senza posare gli occhi sul cellulare di tanto in tanto.

    Il lato positivo è che siamo più abili a scandagliare un ventaglio molto ampio di opportunità e di variabili e scegliere quelle migliori, abbiamo sempre più fame di informazioni e di storie, tutto molto buono se non fosse che poi i buoni propositi dovrebbero anche diventare qualcosa di concreto. E allora sarebbe il caso di riprendersi nella competizione con il pesce rosso, perché se siamo entrambi impegnati a fissare qualcosa, distogliamo prima l’attenzione noi e non è un qualcosa di positivo. Provate a pensarci, almeno per otto secondi.

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