Google Doodle per l’astronauta Sally Ride

Google Doodle per l'astronauta Sally Ride che nacque 63 anni fa e che passò alla storia come la prima donna americana nello spazio. Ecco la sua biografia e la sua storia da ricordare

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    Google Doodle davvero molto simpatico per l’astronauta Sally Kristen Ride o più semplicemente Sally Ride che avrebbe compiuto proprio oggi 64 anni essendo nata a Los Angeles il 26 maggio 1951, tuttavia è scomparsa tre anni fa a La Jolla il 23 luglio 2012 a seguito di un tumore al pancreas. È nei libri di storia per essere stata la prima astronauta statunitense nello spazio, il 18 giugno 1983 seguendo l’impresa delle due sovietiche Valentina Vladimirovna Tereškova e Svetlana Evgen’evna Savickaja. La sua vita è stata molto interessante, andiamo a scoprire di più sulla sua biografia.

    Sally Ride si gettò nella mischia per diventare astronauta rispondendo alla chiamata della NASA insieme ad altri 8900 candidati al programma spaziale. Dalla sua aveva una preparazione che collimava perfettamente con le richieste. Dopo aver infatti frequentato il liceo presso la Westlake School for Girls anche grazie alla sua bravura con il tennis, che le permise di sfruttare una borsa di studio e di partecipare a diversi tornei a livello nazionale, conseguì poi il diploma presso Swarthmore College laurendosi in Inglese e fisica alla Stanford University vicino a Palo Alto, California. Dopo di questo ecco il master e il dottorato in fisica come ricercatrice in astrofisica e fisica del laser.

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    Era nata a Encino, Los Angeles, California, da Dale e Joyce Ride e ha una sorella Karen che è ministro del culto della chiesa Presbiteriana. Nel 1978 frequenta il primo corso per astronauti che accetta donne occupandosi delle comunicazioni nella seconda (STS-2) e terza (STS-3) missione del Programma Space Shuttle, partecipando attivamente alla progettazione del braccio robotico dello Space Shuttle e, finalmente, imbarcandosi a bordo del Challenger nel 18 giugno 1983, durante la quale missione furono messi in orbita due satelliti per telecomunicazioni.

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    Volò anche nel 1984 sul Challenger per complessive 343 ore nello spazio e si occupò anche della commissione sul disastro dello Shuttle Challenger, uno dei più gravi di tutte le missioni spaziali. Come detto, è scomparsa a La Jolla a seguito di un tumore al pancreas, per quanto riguarda la vita privata è stata sposata con il collega Steven Hawley, ma ebbe anche una relazione omosessuale per 27 anni, con l’ex atleta Tam O’Shaughnessy.