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Secondary ticketing: il bagarinaggio 2.0 (abbastanza) legale

Secondary ticketing: il bagarinaggio 2.0 (abbastanza) legale
da in Band, Musica, Tecnologia, World Wide Web

    C’è un fenomeno fastidiosissimo che si chiama Secondary Ticketing cosa significa? È l’usanza ormai piuttosto diffusa del bagarinaggio 2.0 ossia del comprare biglietti per eventi sportivi o, soprattutto, concerti e poi di rivenderli su portali dedicati, in barba a tutte le regolamentazioni e all’etica. A prezzi esagerati, nemmeno il caso di specificarlo. Perché è ancora possibile tutto questo? Perché nessuno interviene per bloccare una pratica davvero orribile, che danza su un vuoto di potere soprattutto esecutivo? Cerchiamo di dare qualche risposta.

    Come funziona? Ah, è molto semplice: io so che a questo concerto / a questa partita / a questo evento vorrebbero partecipare almeno dieci se non cento volte le persone che potrebbero mai essere contenute all’interno. Il fatto è che a me di questo concerto/match/evento non me ne importa una beneamata. Ma poco importa: mi metto pronto sul sito di rivendita biglietti con il mouse caldo e il polso ancora di più. E quando scatta l’ora X vado come una furia a comprare un biglietto. Poi lo rivendo a prezzo folle.

    Non è una novità, è come per i siti di escort che sono nient’altro che una vetrina spostata da bordo strada al web; è come acquistare farmaci non così legali online invece che chiedere all’amico dell’amico dell’amico. Insomma, è qualcosa di illegale che però si muove entro – o appena dopo – il limite del regolamento. In questo caso è puro e semplice bagarinaggio.

    Ci sono diversi siti che consentono di mettere in pratica questo stratagemma – SeatWave, Ticketbis e Viagogo tra i più usati – ed è possibile così raggranellare una buona somma se si riesce a mettere le manacce sui biglietti più ambiti. In realtà, questi siti erano nati come semplice rivendita di biglietti che non si potevano utilizzare, ma si sa che il web – specchio dell’umanità – trova sempre modi più potenti di sfruttare determinate vie. E ai siti sta più che bene, tra percentuali trattenute, dati raccolti, pubblicità visualizzate.

    Ma perché è ancora possibile tutto questo? Perché ai concerti i biglietti non sono nominativi e perché in alcune partite non vengono confrontati i documenti, ma ci sono anche casi di “accompagnamento” allo stadio con il legittimo proprietario che presta i documenti, soprattutto in caso di match molto importanti come ai Mondiali o finali di Champions. Insomma, ci sono vuoti di potere che rendono possibile tutto ciò.

    Ci sono due risoluzioni: la prima dalle autorità che combattano questa pratica usando mezzi e poteri che peraltro già possiedono. Ma il problema è: se ad esempio metto all’asta un biglietto, fin dove è “umano” il prezzo raggiunto dal rilancio degli interessati stessi? Il secondo è morale: evitare di comprare dai bagarini 2.0. Ma anche in questo caso c’è il problema che se si desidera ardentemente qualcosa non c’è morale che tenga.

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