I pericoli di pubblicare foto dei propri figli su Facebook

Pubblicare foto dei propri figli su Facebook è pericoloso perché li espone ai criminali che usano immagini di minori in modo squallido, ma è anche poco corretto a livello morale. Ecco perché

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    Pubblicare foto dei propri figli su Facebook è un atto che divide le coscienze: da un lato c’è chi è d’accordo perché consente di condividere bei momenti e foto molto carine con amici, parenti e contatti; dall’altro c’è chi la considera la peggiore decisione possibile da operare online sia a livello morale sia a livello, soprattutto, di responsabilità di genitore. A supporto di questa seconda tesi arrivano anche gli avvertimenti delle autorità giuridiche che avvertono di quanto sia poco raccomandabile.

    CHI È A FAVORE

    Ci sono tanti utenti che pubblicano senza problemi foto dei propri figli su Facebook condividendole con tutti i contatti e spesso senza curarsi troppo dei livelli di privacy e dunque consentendo a tutto il mondo di aprire le immagini. Ci sono altri utenti che pubblicano le foto dei figli con un livello di privacy molto alta come solo determinati utenti (famiglia, amici più stretti) oppure media con amici di amici. E poi c’è chi pubblica le foto dei pargoli senza inquadrare il viso, magari solo le mani, i piedi, i capelli. Insomma, non è giusto generalizzare quando di parla di chi è favorevole. In questo caso parleremo di chi pubblica foto di figli con viso riconoscibile e livello di privacy medio-basso.

    CHI È CONTRO

    Sono contro non solo le autorità giudiziarie e le associazioni di tutela dei minori, ma anche una buona parte di genitori che ha deciso di non condividere su Facebook le foto dei propri figli per evitare problemi. Per entrambi le motivazioni hanno un carattere morale (anche nei confronti di chi non può esprimere opinioni, come i propri bambini) oltre che di responsabilità verso il bene più prezioso da proteggere. Ma quali sono i pericoli?

    I PERICOLI

    I pericoli di pubblicare immagini di minori su Facebook ossia sul più grande social network nonché il più ingente contenitore di foto online al mondo sono presto detti: ci sono privati e organizzazioni criminali che operano nell’ambito pedopornografico che possono scaricare le immagini, ritagliarle e effettuare ritocchi e fotomontaggi per realizzare squallidi contenuti poi da rivendere sul mercato clandestino o per uso personale. Insomma, lo scenario peggiore e più rivoltante possibile. E non si pensi che queste persone abitino in altri continenti, perché – purtroppo – ce ne sono in ogni città. Possono essere amici di amici, senza che l’amico in comune possa saperlo ovviamente.

    LA RESPONSABILITA’ MORALE

    Ma oltre alla responsabilità di tipo genitoriale di protezione del proprio figlio da pericoli che non sono fisici, ma peggio, c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare ossia la responsabilità morale. Perché dovremmo pubblicare tonnellate di foto dei nostri figli, magari anche in situazioni buffe per noi, ma non così piacevoli per loro, quando se ne renderanno conto? Perché decidere per loro che è giusto mettere il loro volto online senza chiedere il permesso? La futura generazione si troverà – in molti casi – con centinaia se non migliaia di foto online che si potranno facilmente recuperare dai motori di ricerca o semplicemente navigando nel profilo dei genitori – ammesso e non concesso che Facebook durerà negli anni o che i profili non verranno poi chiusi – risultando a disposizione in pochi clic. “Paparazzati” durante la crescita nei momenti più intimi e privati. E se a loro non starà bene? Un aspetto poco considerato, ma al contrario molto importante, su cui si dovrebbe pensarci con più attenzione.

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