Aerei pilotati da terra o automatizzati: il futuro?

Aerei pilotati da terra o automatizzati: il futuro?
da in Compagnie aeree, Incidenti aerei, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Lunedì 30/03/2015 13:33

    Ogni volta che capita una tragedia aerea come quella della Germanwings qualcosa non è più come prima: la variazione immediata è quella delle regolamentazioni a bordo in merito alla sicurezza, quella più a lungo termine riguarda i cambiamenti più drastici. Ad esempio: quanto è possibile immaginare un futuro fatto di aerei pilotati da terra oppure direttamente automatizzati? C’è molto più che semplici progetti futuristici, sono numerosi gli esperimenti già portati a buon termine e sono altrettanto evidenti anche i limiti e i pericoli correlati.

    Sono due gli scenari: il primo è quello di immaginare un aereo completamente automatizzato che sia in grado di decollare, mantenere rotta, variarla nel caso, intervenire in caso di problemi e atterrare. Il secondo è quello che ci sia una sorta di base di controllo a terra per manovrare i velivoli non dall’aereo, con un pool di super piloti addestrati. I vantaggi sono soprattutto nel secondo caso dato che si unirebbero gli automatismi alla competenza di un’intera sala di controllo. Gli svantaggi: senza essere a bordo molte situazioni complicate sono difficili da rilevare, senza dimenticare eventuali avarie o malfunzionamento dei sensori o delle comunicazioni.

    La principale motivazione che porta a pensare a voli senza pilota è quella della sicurezza relativa agli errori umani che stanno aumentando e che comportano il 54 per cento degli incidenti. E si sa che quando un velivolo ha un incidente, molto facilmente causa tante vittime. Gli ultimi dati (vedi grafico) danno gli incidenti come in aumento a causa di manovre non corrette, distrazioni o valutazioni errate dei rischi e delle decisioni da prendere. Senza parlare di casi come quello della Germanwings. Un sistema automatizzato potrebbe evitare molti degli errori causati da inesperienza, distrazioni, cattiva valutazione e così via. La soluzione del pilota a terra aumenterebbe la competenza con diversi piloti a disposizioni e più menti connesse.

    I benefici sarebbero piuttosto evidenti in campo economico dato che si eviterebbero tutte le spese dovute al personale umano a bordo (benefit, vitto e alloggio durante gli spostamenti, assicurazioni e quant’altro) così come i costi importanti per i viaggi molto lunghi che chiedono più personale. C’è anche chi strizza l’occhio al marketing: l’ex-cabina di pilotaggio diventerebbe una lussuosissima lounge per pochi eletti.

    I limiti sono evidenti e importanti: come già detto senza personale a bordo si interverrebbe in modo meno efficace in caso di problemi perché non si è “dentro” la situazione di emergenza. Certo si agirebbe con un po’ più di sangue freddo dato che, in modo un po’ inquietante, la propria vita non è in pericolo, ma non si possono captare tutti i segnali e gli stimoli. Poi c’è il problema di eventuali malfunzionamenti di sensori e comunicazione. La soluzione: sempre più tecnologia a bordo per sempre più automatismi, ma sempre e comunque personale altamente qualificato pronto a intervenire. Ora come ora impostare i computer di bordo e regolarli a seconda delle situazioni comporta sempre un umano a capo e sarà a lungo così. Per le questioni di sicurezza si potrebbe pensare a più libertà di azionare da remoto determinati comandi e poteri, in caso di pilota aspirante suicida oppure di dirottamento.

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