Cos’è lo spam: cosa significa e come proteggersi

Cos’è lo spam: cosa significa e come proteggersi
da in Google, Guide Tech, Informatica, Sicurezza Informatica, Tecnologia
Ultimo aggiornamento: Giovedì 07/07/2016 11:39

    Che cos’è lo spam? Tutto nasce il 1 maggio 1978 dalla società americana DEC che pensò bene a un metodo a tappeto per andare a pubblicizzare un nuovo prodotto e così inviò una mail identica, a scopo commerciale, a tutti i destinatari ARPAnet della costa occidentale degli Stati Uniti. Il risultato è stato il primo vero e proprio attacco di pubblicità indesiderata della storia dell’informatica. Allora era stato effettuato quasi in modo innocente, di sicuro artigianale, e senza particolari sottigliezze e malizie. Ora siamo bombardati da decine e decine di messaggi ogni giorno, che ci martellano e che provano non solo a vendere e promuovere, ma anche e soprattutto a estorcerci informazioni sensibili personali. Cosa significa spam? Come riconoscerlo e come proteggersi? Scopriamolo insieme.

    Una prima grande curiosità sullo spam è: perché si chiama così? Ci sono diverse versioni e diverse risposte, ma quella più avvalorata e quella considerata più attendibile è quella che va a prendere come esempio uno sketch comico del gruppo Monty Python. Una scenetta ambientata in un locale che offre Spam in ogni pietanza: stiamo ovviamente parlando di quel tipo di carne in scatola non certo di alta qualità, che era diventata molto famosa dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto per la colazione. La cameriera del locale cerca di proporre in tutti i modi lo spam ad esempio con le uova, con la salsiccia, con pancetta… ripetendo ossessivamente Spam e supportata da cori vichinghi. Potete ammirare il tutto nel video qui sopra. I Monty Python prendevano in giro la pubblicità esagerata della società e da qui si è scelto di usare il termine per antonomasia.

    Può sembrare una domanda banale, ma lo spam va proprio a dedicarsi a quella tipologia di utenti che sono poco esperti e poco avvezzi all’uso del computer e di Internet soprattutto. Una versione tipica è caratterizzata da un italiano zoppicante, dall’uso eccessivo di punteggiatura e da un invito troppo invitante e esagerato a cliccarci sopra. Ad esempio: “Lotteria nacionale premio ritiro – URGENTE” oppure “Si avvisa che la carta stata bloccata”. Insomma i sintomi che una mail sia uno spam sono:

    • Un italiano stentato e zeppo di errori oppure direttamente in lingua straniera, inglese soprattutto
    • Sembra sempre una risposta a una mail inviata dunque l’oggetto sarà tipo “Re: preventivo”
    • Si professa come urgente e importantissima
    • Tratta di banche (tutte), prodotti di bellezza, prodotti per il vigore maschile oppure promette sconti, regali o vittorie alla lotteria
    • Può anche avere un indirizzo famoso nel senso può arrivare da ebay.com, ma anche da nomebanca.it. Diffidare sempre non è un parametro che può consentire di fidarsi o meno
    • Presenta inviti a scaricare allegati con link non leggibili
    • Si trova nella casella Spam – Posta indesiderata

    Guardate ad esempio la schermata qui sopra: senza contare che Gmail ha già posizionato il messaggio correttamente in Spam e avverte del pericolo se si apre, troviamo tutti gli elementi tranne la lingua visto che è scritto in un italiano senza errori. Si fa riferimento a una fantomatica risposta a un pagamento con un numero di serie. All’interno c’è il link con rimando ai progetti futuri (link che porterà a siti malevoli) e poi la finezza: come tante email consentono di piazzare firma e citazione in calce, anche qui avviene lo stesso. C’è persino un numero di telefono cliccabile. Non è detto che sia solo un numero fasullo o messo a caso, potrebbe persino portare a un numero a pagamento, una doppia truffa insomma.

    A cosa serve lo spam? Altra domanda da 100 milioni di dollari che si risponde piuttosto facilmente: un tempo serviva a pubblicizzare un prodotto dunque con scopi anche innocenti se vogliamo, di sicuro che non danneggiano l’utente che la riceve. Ora sono molto rari questi tipi di junk mail perché è più facile che la mail sia invece zeppa di link malevoli come qui sopra. In tal caso si parla meglio di scam o phishing. Sono infatti esche che accalappiano gli utenti meno esperti (e a volte anche un po’ tonti, inutile negarlo) che cascano nel tranello di cliccare e magari accreditarsi presso un sito clone della propria banca inserendo così tutte le info per poi essere derubato. Come riconoscere un sito “falso”? Nell’indirizzo non c’è “https://” all’inizio né certificazione (due elementi indispensabili per l’ebanking ad esempio), la grafica è fatta bene ma non ha tanti elementi cliccabili e dunque non si può navigare un granché visto che è riproposta soprattutto la pagina esca. In generale banche e affini non chiedono mai la password via email e per comunicazioni importanti telefonano.

    La tipica email di spam viene solitamente riconosciuta immediatamente dal filtro del proprio gestore di posta elettronica, come Gmail, Hotmail, Outlook, Libero, ecc… dunque è molto difficile che qualcuna passi i controlli, ma può capitare. Come difendersi? Inutile usare software o estensioni di broswer perché basta affidarsi a un buon servizio di posta elettronica come uno di quelli che sono stati appena elencati. Fermano autonomamente le mail di spam e solo alcune riescono a passare lo sbarramento. A tal proposito si può “istruire” la casella a riconoscere quelle email che sono state considerate ok, ma che in realtà non lo sono. Come fare? Ogni servizio ha il suo pulsante, solitamente è qualcosa come “Segnala come Spam” che si clicca una volta aperta la mail oppure selezionandola dall’elenco e sfruttando il pulsante centrale. In tal modo la volta successiva non sarà più consegnato nella posta in arrivo. In generale, però, l’arma migliore è sempre la solita: il buon senso.

    1205

    Referendum costituzionale 2016

    PIÙ POPOLARI