Internet Explorer addio, benvenuto Project Spartan

Internet Explorer addio, benvenuto Project Spartan
    Internet Explorer addio, benvenuto Project Spartan

    Addio Internet Explorer: dopo 20 anni di onorata – e disonorata – carriera il browser ufficiale di Microsoft si fa da parte per lasciare spazio al nuovo che avanza ossia a quel Project Spartan che sarà uno dei punti di forza del nuovo sistema operativo Windows 10. Quando l’OS sarà lanciato la prossima estate, si spegneranno dunque tutti gli aggiornamenti di IE che certo continuerà ad esistere come fossile vivente in tutte quelle macchine che non potranno o non vorranno aggiornarsi a W10, ma d’altra parte è ancora piuttosto comune trovare computer con Windows XP, dunque non ci sarebbe da stupirsi se IE10 vivrà ancora per almeno un decennio.

    Internet Explorer è stato a lungo il re dei browser principalmente perché era installato di default su ogni nuovo computer e dunque “vinceva facile”, ma se si andava a controllare l’effettivo utilizzo si scopriva che – come meme conferma – veniva sfruttato solo per scaricare Chrome o Firefox e veniva poi abbandonato a se stesso. I motivi? Funzionalità, estetica e prestazioni, soprattutto, non allo stesso livello dei rivali. E purtroppo poco è servito il netto miglioramento delle ultime versioni, con feature innovative e davvero interessanti, perché quando il popolo del web mette un’etichetta, non si stacca più.

    Così la decisione di sradicare IE e passare direttamente a Project Spartan che sarà montato di default nel nuovo sistema operativo multipiattaforma Windows 10 che debutterà questa estate. Attualmente IE ha ancora il 60% del mercato dei browser su desktop, ma andrà gradualmente perdendo utenti in uno stillicidio programmato. Era nato ufficialmente il 16 agosto del 1995 come pacchetto aggiuntivo per Windows 95 andando a uccidere Netscape Navigator, aprendosi anche ai MacIntosh e giungendo addirittura al 95 per cento della penetrazione.

    Ma poi iniziarono i guai.

    Prima per la sicurezza dato che si poteva fin troppo facilmente bucare, poi patendo immensamente la concorrenza di rivali giovani, agili e soprattutto velocissimi come Firefox – dal 2004 – e Chrome di Google – nel 2008. E anche se IE11 si è messo al passo coi tempi, permangono versioni molto, ma molto vecchie in tantissimi milioni di computer, un vero incubo per gli sviluppatori di applicazioni basate sul web. Sarà una missione difficile quella di Spartan, riuscirà a invertire i trend?

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