Occhiali di Google in sala operatoria durante un’operazione al cuore

Google Glass ancora una volta utilizzati in sala operatoria, in questo caso all'ospedale Le Molinette di Torino nel reparto di cardio chirurgia. Tutte le ultime novità in questo articolo.

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    Gli occhiali di Google ancora impegnati in sala operatoria e ancora una volta decisivi per salvare una vita umana: all’ospedale Molinette di Torino i cardiochirurghi hanno infatti utilizzato questi gadget per un intervento di sostituzione della valvola aortica su un paziente di 70 anni che ha così potuto fruire di un’operazione micro-invasiva. A guidare il team il professor Mauro Rinaldi che ha subito confermo la perfetta realizzazione dell’intervento. Sul display degli occhiali erano visualizzate tutte le informazioni biometriche e i dati clinici-strumentali del paziente, in più svolge una funzione didattica perché registra e condivide quel che si fa in prima persona e senza fili ai chirughi del domani e nel rispetto della persona sotto i ferri.

    Il precedente in sala operatoria

    L’innovazione sarà infatti sfruttata dall’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano alle porte di Milano, come comunicato dalla stessa struttura. I Glass saranno utilizzati in sala per la formazione dei medici già specializzati e con competenze avanzate che potranno contare su una sorta di “sovraimpressione” rispetto a ciò che si sta effettuando, grazie alla lente con schermo integrato, che permetterà di offrire una realtà aumentata arricchita di informazioni in tempo reale. A capo dell’iniziativa c’è Patrizia Presbitero, responsabile dell’Unità Operativa di Emodinamica e Cardiologia in collaborazione con gli sviluppatori di Mountain View. Google conta di mettere a disposizione poi i suoi occhiali anche in diversi altri istituti. Una gran bella novità per gli occhiali di Google, che però sono pronti anche ad altre innovazioni forse più sfiziose, ma comunque non meno importanti.

    Gli occhiali di Google si controllano con la mente

    Sempre più sorprendenti gli occhiali di Google alias Google Glass: l’ultima trovata arriva dalla società britannica This Place che ha installato sul gadget uno speciale lettore in grado di captare le onde cerebrali e di trasformarle in comandi e informazioni per il device. Tutto passerà poi attraverso uno speciale software chiamato MindRDR (Mind Reader ossia lettura del pensiero) che permetterà di poter bypassare i comandi vocali che sono il principale modo per interagire con il device. Certo, ora consentono solo compiti molto semplici come ad esempio scattare e condividere una foto, ma presto potranno essere più performanti grazie al progetto che è open source su GitHub per permettere a tutti gli svilluppatori di produrre apps legate.

    Gli occhiali Google finalmente nei negozi (americani)

    Gli occhiali di Google alias Google Glass saranno presto acquistabili da tutti i cittadini americani. A patto che si abbiano 1500 dollari da spendere per accaparrarseli. Si potrà aderire dunque al Explorer Program che consente di comprare i Glass a scopo di sviluppare applicazioni o anche solo di svagarsi un po’. Chissà se il prezzo sarà poi finalmente abbassato verso livelli più umani così da diventare davvero potenziali oggetti non solo del desiderio ma anche del presente tecnologico? Qui sopra una video presentazione di questi gadget. Intanto, i google-occhiali saranno utilizzati anche in Italia nelle sale operatorie come supporto hitech per i medici chirurghi all’Humanitas di Rozzano vicino a Milano.

    Google Glass firmati Luxottica, per diventare più cool

    Parliamoci chiaro: gli occhiali di Google alias Google Glass sono dei dispositivi tecnologici molto interessanti e appetitosi soprattutto per un pubblico nerd, ma non brillano certo per un design particolarmente attraente; e hai voglia a pubblicare foto con modelle/i che li indossano, vedi gallery. Il colosso californiano ne è ben consapevole e vuole a tutti i costi cercare di allargare il potenziale target anche a consumatori più standard. Ma l’unica via è quella di renderli un po’ più “cool” è quella di affidare la progettazione a una firma di primo piano nel settore delle lenti e montature, così Mountain View ha contattato il leader di questa branchia industriale, una società che ha tra i propri brand anche Ray-Ban e Oakley, stiamo parlando dell’italiana Luxottica. Tutto molto bello, peccato però che saranno un’esclusiva del mercato americano per ora e che forse non basterà per far decollare questi gadget.

    Google Glass poco attraenti

    In questo momento i Google Glass sono amati dagli utenti più nerd, ma non riscuotono certo un successo planetario un po’ per il prezzo ancora poco accessibile (oltre 1500 dollari, ma da aprile a 600 dollari) e un po’ anche perché un look che non è certo così facile da abbinare facilmente. Google ne è consapevole e sta cercando di rendere più cool lo stile dei suoi occhiali tecnologici. E così in un primo momento ha pensato di offrire la possibilità di installare lenti graduate e in un secondo ha contattato la Luxottica puntando ai suoi due brand americani Ray-Ban e Oakley. Ecco, appunto, brand a stelle e strisce. Vedremo mai i nuovi Glass in Italia?

    Google Glass saranno esclusiva americana, per ora

    Per ora no, perché – come si può leggere nelle FAQ del comunicato stampa su Google Plus, i futuri prodotti marchiati Ray-Ban e Oakley, saranno limitati al mercato americano, con la nuova collezione che punterà “su una combinazione di tecnologia high-end e un design di avanguardia per offire il miglior mix di stile, qualità e performance“. Per quanto riguarda la divisione dei compiti, il design sarà sviluppato in combinazione tra Luxottica e Google, mentre il colosso italiano si occuperà della produzione e della distribuzione. Quando usciranno sul mercato? Sempre da Google+: “Non si vedranno i Glass sui Ray-Ban o sugli Oakley domani. Ma oggi è una grande giornata perché è un punto di partenza verso un nuovo progetto“. Insomma si dovrà aspettare ancora un po’.

    Google Glass: i limiti

    Basterà per fare decollare i Google Glass? Il rischio è quello che gli occhiali tecnologici diventino una sorta di versione gadget del Segway: il mezzo di locomozione rivoluzionario che doveva estendersi a tappeto in tutto il mondo, ma che non ha mai attecchito in modo profondo se non in determinati ambiti, rimanendo – alla fine – sempre una “curiosità”. Come dichiarato da Astro Teller, che è responsabile di Google per il Project Glass: “Il problema è più di moda che di tecnologia perché le persone devono essere convinte a indossare un computer sul viso“. Insomma, saranno anche potenti, naturali da usare e cool, ma quante persone li potrebbero usare senza sentirsi ridicoli? E a quanti “serviranno” veramente?

    I GOOGLE GLASS NASCONO MORTI?