La NASA testa una navicella per il ritorno su Marte

La NASA testa una navicella per il ritorno su Marte
    La NASA testa una navicella per il ritorno su Marte

    Una missione con astronauti in carne e ossa verso Marte è un’ipotesi ormai morta e sepolta? Tutt’altro: la NASA ha ridato ossigeno a questo progetto di lungo respiro preparando un importante test che porterà una navicella senza equipaggio chiamata Orion ad allontanarsi di circa 6000 chilometri dalla Terra per provare la bontà del mezzo. Tuttavia c’è da smorzare gli entusiasmi: come specificato non ci saranno astronauti a bordo (non ci saranno almeno per altri sei anni) e mancano tutti gli altri imprescindibili componenti per un’eventuale missione ossia il razzo stesso e i lander, giusto per fare un paio di esempi. Ma qualcosa si sta muovendo.

    Insomma, da qui a dire che domani andremo su Marte ne passa. Certo, era dal 1972 ossia dal ritorno della missione Apollo 17 che una capsula per equipaggio non si allontanava così tanto dal nostro pianeta. Un intervallo lunghissimo, di oltre 40 anni che fa intendere quanto sia stato rallentato il progresso delle missioni spaziali con personale umano a bordo quando invece tutto succedeva velocissimamente nei primi anni. Basti pensare che dopo Apollo 4 – una missione senza equipaggio simile a questa – si dovette attendere meno di un anno per vedere il bis con astronauti. E dopo un altro anno ancora si scese sulla Luna.

    Oggi sulla Luna non possiamo ancora tornare. Perché? Principalmente perché è troppo costoso e perché si preferiscono le missioni senza equipaggio che sono anche meno rischiose.

    Se ci sono umani a bordo si deve pensare prima alla loro sicurezza: farli tornare indietro, in primis, e poi proteggerli dai danni dovuti alle radiazioni, soprattutto in un viaggio lungo come quello verso il pianeta rosso. Durante il test odierno si proverà anche la bontà degli scudi termici.

    Orion orbiterà intorno alla Terra due volte testando i 1200 sensori e dopo 4 ore e 24 minuti andrà a tuffarsi nell’Oceano Pacifico a circa 1000 chilometri da San Diego, in un posto adeguatamente lontano da ostacoli, attutendo la caduta fino a poco più di 25 km/h grazie ai paracadute, per poi essere recuperato dalla USS Anchorage. Il razzo che porterà Orion su Marte sarà il gigantesco vettore SLS (Space Launch System) che però non sarà pronto prima del 2017, quello di oggi sarà un Delta IV della United Launch Alliance realizzato da Boeing e Lockheed Martin.

    L’AVVENTURA DI SAMANTHA CRISTOFORETTI

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