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Anna Freud e la difesa dell’Io nel Google Doodle

Anna Freud e la difesa dell’Io nel Google Doodle
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    Anna Freud e la difesa dell’Io nel Google Doodle

    Il Google Doodle di oggi è dedicato alla psicoanalista Anna Freud, che era nata a Vienna in Austria proprio il 3 dicembre del 1895. Scomparsa poi a Londra il 9 ottobre 1982, era figlia del celeberrimo Sigmund Freud e ha dedicato la propria vita allo studio della psiche infantile e soprattutto ai meccanismi di difesa dell’Io. Nel logo personalizzato del motore di ricerca più famoso al mondo si fa proprio un accenno artistico a questo campo del sapere così delicato e così importante. Si può notare un viso di bambino con una serie di elementi geometrici che dalla zona cerebrale vengono riproposti nelle lettere di Google stesso. Chi era Anna Freud?

    Come già specificato, era figlia di Sigmund Freud e anche lei divenne psicoanalista, concentrandosi però sul settore infantile e ponendosi subito in contrasto con la collega e connazionale Melanie Klein. Le loro differenti posizioni di pensiero – di credo, si potrebbe quasi dire – le portarono a uno scontro che di sicuro contribuì allo sviluppo di questa branchia, ma che fu molto impegnativo per le due professioniste. Tanto che dopo venti anni si arrivò a una sorta di gentlemen’s agreement dopo le “Controversial discussions” tra il 1942 e il 1944 a Londra. Quali erano le differenze di pensiero tra le due?

    Semplificando il concetto, Anna Freud era contraria ai trattamenti psicoanalitici su infanti perché in un’età troppo precoce non sussiste l’analizzabilità per via della presunta mancanza di un trasfert. Fondò la cosiddetta scuola della “Psicologia dell’Io”, che fu apprezzata molto soprattutto oltreoceano, negli Stati Uniti.

    E qui ebbe un altro scontro professionale molto duro questa volta con il collega Jacques Lacan dato che lei puntava all’accentramento dello psichismo sull’Io, con il senso sovversivo della psicoanalisi da andare a ricercare nel decentramento dello psichismo stesso. L’Io sarebbe così dunque solo il sintomo dell’inconscio.

    Andò così a lavorare sui concetti del padre Sigmund, ampliando la sua teorizzazione con nuove e più profonde teorie come quella che afferma che l’identificazione con l’aggressore è una forma di altruismo; scrisse a proposito di Ascetismo ed Intellettualizzazione, come passi importanti nello sviluppo dell’adolescenza, il periodo che forma la persona e infine le reazioni alle forme di dolore con la negazione in fantasia, negazione con atti e parole e limitazione dell’io.

    HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC NEL DOODLE

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