I dieci suoni che i bambini del 2000 non hanno mai sentito

I dieci suoni che i bambini del 2000 non hanno mai sentito
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    I dieci suoni che i bambini del 2000 non hanno mai sentito

    Oggi vi proponiamo un viaggio nel passato dell’hitech all’interno di una dimensione ormai estinta, morta e sepolta da anni che nell’ambito della tecnologia significano secoli. Stiamo parlando dei suoni di dispositivi o software che ormai hanno lasciato questo mondo di pixel. Perché? Per una cosa o per l’altra, ma quasi sempre per via della velocissima evouzione che li ha investiti, portandoli in pochi mesi dall’essere sulla cresta dell’onda fino a spiaggiarli come cetateci disorientati, per poi gonfiarsi e esplodere con un eco che si è perso in pochi istanti. Dieci suoni persi nella nebbia del tempo.

    Altro che smartphone che scattano foto a 41 megapixel come Nokia Lumia 1020. Un tempo spopolavano le macchine fotografiche usa e getta (in realtà ci sono ancora) e visto che erano senza pile utilizzavano un sistema a rotella per caricare il flash e consentire il lampo istantaneo. Ecco il suono.

    La mitica prima e indimenticabile suoneria dei Nokia alias Nokia tune è in realtà derivata dall’estrapolazione di quattro battute del Gran Vals di Francisco Tárrega (1902) i cui diritti nel 1993 vennero rilevati dal vicepresidente dei finlandesi, Anssi Vanjoki.

    Che cos’è un lettore di audiocassette? È uno strumento ormai destinato al museo della tecnologia, ma chi ha più di 25 anni se lo ricorda bene così come si ricorda il rumore inconfondibile del “Tac!” quando si premeva un pulsante per play o pausa, andare avanti o indietro meccanicamente.

    Il lettore VHS è stato spazzato via dai lettori CD e poi in rapida successione dai lettori DVD e Blu Ray. Queste cassettone di nastro erano grandi come libri (avete presente, quei dispositivi cartacei con inchiostro?) e contenevano film a bassa definizione, se visti con occhi attuali. Ogni tanto si inceppavano e potevano anche incastrarsi.

    Che allegria rivedere le 800 diapositive delle vacanze in Liguria della zia: un’esperienza traumatica e straniante che conduceva in un viaggio metafisico coccolati dalla penombra, dalla voce del parente che racconta in sottofondo e da quel suono ritmico inconfondibile.

    Che peccato che si è estinta: la macchina da scrivere permetteva davvero di rendere la compilazione di un testo qualcosa di fisico.

    Nel senso di esercizio fisico, per dita super muscolose e ultrarapide.

    Il nostro amico Modem 56k con la sua musichetta angosciante che ci accompagnava alla scoperta del web neonato e di tutte le sue perle nascoste. Lento in modo esasperante, bloccava la linea telefonica dunque o si navigava o si telefonava.

    Per comporre i numeri digitiamo sul touchscreen, prima utilizzavamo tastini e prima ancora la simpaticissima rotella nella quale infilare il dito e girare fino a fine corsa. Era facilissimo sbagliare e schiumare di rabbia per dover ricominciare da capo

    Il mitico floppy disk con la sua memoria ridicola se paragonata alle microSD attuali, poteva contenere qualche foto e documento, ma nemmeno una canzone. Ecco il suo suono che miscela scrittura su nastro e avvolgimento dello stesso. Come un conato.

    Prima posizione per il suono simbolo delle tecnologie estinte: il trillo di MSN era utile a richiamare l’attenzione di un contatto che magari stava facendo altro o più semplicemente vi stava ignorando. Dopo qualche anno di gloria, installato e utilizzato da tutti, il caro e vecchio Messnger è stato accantonato, sostituito dal giovane e baldo rivale Skype.

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