Perché Apple compra Beats Audio per 3 miliardi di dollari?

Perché Apple compra Beats Audio per 3 miliardi di dollari?
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    Perché Apple compra Beats Audio per 3 miliardi di dollari?

    Anche Apple, ogni tanto, fa la spesa e ha deciso di investire 3 miliardi di dollari per acquisire la totalità della società Beats Audio. Sicuramente l’avrete già visto il logo: è impresso su quelle cuffie molto colorate e appariscenti che indossano molte celebrità tra cui soprattutto i calciatori quando scendono dal pulmann allo stadio. Ma perché Cupertino ha sborsaoto 2.6 miliardi di dollari in contanti e 400 milioni in azioni e ha preparato un posto in società per i due fondatori per un’azienda che produce cuffie? La realtà è molto diversa perché i prodotti sono solo la punta dell’iceberg: quel che Apple voleva davvero era la fortunata e ben strutturata piattaforma musicale streaming a pagamento allestita proprio da Beats Audio.

    Parliamoci chiaro: Apple non avrebbe alcun motivo di spendere tutti questi soldi per una società che produce solo cuffie, ma sia ben chiaro che è un business interessante anche quello. Anche presso gli Apple Store si possono trovare diversi esemplari sugli scaffali perché ormai sono diventati uno status symbol. In realtà i puristi del suono continuano a preferire altri brand più qualitativi che di moda come Sennheiser o Bose, ma se anche Google Suggest mette Beats cercando cuffie allora un motivo certo ci sarà… Per farla breve, non sarà il principale motivo dell’acquisizione, ma di certo male non fanno.

    La voce era già nell’aria da qualche settimana: il reale motivo dell’interessamento di Apple a Beats Audio sta ovviamente nella piattaforma musicale in streaming che la società ha realizzato ponendosi come ideale controaltare di servizi come Spotify o Pandora (che qui da noi non è molto diffuso, ma negli USA spacca). Apple ha grandissima considerazione del lavoro messo a punto dai due fondatori di Beats, tanto che l’amministratore delegato della mela morsicata è arrivato a affermare che “La verità è che c’è come un muro di Berlino fra la Silicon Valley e Los Angeles ossia tra i colossi della tecnologia e le etichette musicali: non si rispettano e non si comprendono. Noi riteniamo che questi ragazzi abbiano un talento raro e apprezziamo il servizio che hanno sviluppato. Per noi la musica occupa un posto speciale nei cuori di chi lavora in Apple: è per questo che continuiamo a investirvi“. C’è anche da considerare il fatto che gli azionisti volevano un segnale forte e di investimento aggressivo dopo la comunicazione della liquidità record di 150,6 miliardi di dollari.

    E cosi i due fondatori passeranno sotto l’ala protettrice di Apple. Jimmy Iovine lascerà l’incarico a Vivendi per stabilirsi a Cupertino, mentre Dr. Dre che dà il nome alla gamma di prodotti – vero nome Andre Young – non lascerà certo il lavoro da DJ ma sarà coinvolto in diverse iniziative in California. Cambierà qualcosa di prezzi e modalità d’uso della piattaforma? Probabilmente sarà integrata in iTunes Radio la cui nuova versione sarà presentata al WWDC 2014 imminente (2 giugno) ma non dovrebbero cambiare le cifre di 9.99 dollari al mese per l’ascolto musicale illimitato in streaming.

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