Alexander Zverev, chi è il vincitore degli Internazionali di Roma di tennis

Genitori russi, entrambi ex giocatori di tennis, pure il fratello è nella classifica Atp. Lui a 20 anni è il più giovane vincitore al Foro dal 2006 a oggi

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    Alexander Zverev, chi è il vincitore degli Internazionali di Roma di tennis

    Agli Internazionali di Roma di tennis ha affrontato senza paura, e battuto in due set, Novak Djokovic, numero due al mondo. Così Alexander Sascha Zverev ha vinto il primo Masters 1000 della sua carriera. Il futuro, ma a questo punto anche il presente del mondo della racchetta, il tedesco ha compiuto appena 20 anni ed è il vincitore più giovane, a Roma, dal 2006 a oggi. Si sa poco di lui, perciò è il caso di andare a scoprire un po’ di particolari su di lui.

    Zverev, il predestinato

    Facile dire che Sascha Zverev fosse un predestinato quando in famiglia praticamente tutti con la racchetta ci sanno fare eccome. Il papà Alexander Senior ha un passato da giocatore, pure la madre Irene è insegnante di tennis. Insieme, adesso, allenano e allevano il figlio a pane e smash. Finora sono riusciti a portarlo al numero 17 della classifica mondiale, posizione destinata a modificarsi dopo l’exploit al Foro Italico. Insomma, possiamo già considerare Zverev nella top ten del ranking Atp.

    Dicevamo che è una famiglia di tennisti. Il fratello Misha è numero 32 al mondo. A Roma, ha fatto il doppio insieme a Sascha, ma la coppia si è dovuta fermare al secondo turno.

    Zverev, un russo – tedesco a Montecarlo

    Come tanti campioni dello sport, pure Alexander Zverev ha deciso di prendere la residenza a Montecarlo, sulla Costa Azzurra. Quando non è in giro per il mondo per tornei, lo si può trovare qui. Le origini, come si può capire dal cognome, sono però russe. Ma lui si sente profondamente tedesco, anche perché il papà si è trasferito in Germania nel 1991 dopo aver giocato per l’Unione Sovietica in Coppa Davis. “Sono nato ad Amburgo, ho frequentato la scuola tedesca e mi sento assolutamente tedesco”. Nonostante la notorietà che gli farà compagnia da qui a quando deciderà di smettere con il tennis, non è un grande fan dei social. “Preferisco preparare bene le partite”.

    Zverev, primo della Next Gen

    Sascha è il numero uno della Next Generation, ovvero la classifica Atp che prende in considerazione i giovani. E non potrebbe essere altrimenti. Nel 2014, infatti, Zverev era ancora minorenne, ma nel torneo Atp 500 di Amburgo – quindi nel giardino di casa sua – sconfisse Robin Haase, Mkhail Youzhny, Santiago Giraldo e Tobias Kambe. E Youzhny era tra i top 20.

    A Zverev piacciono gli scalpi eccellenti. Non pare soffrire di timori reverenziali quando affronta i campioni. A un torneo evento di Brauschweig, fece fuori due professionisti come Golubev e Mathieu. Il primo titolo Atp era arrivato invece a San Pietroburgo contro un certo Stan Wawrinka. E scusate se è poco.

    Zverev, gigante e potente

    Alexander Zverev può contare su un fisico imponente: è alto infatti 198 centimetri e scaglia servizi potenti e precisi (la prima palla viaggia sui 209 chilometri all’ora). Ha capacità di concentrazione uniche, sa essere freddo nei momenti decisivi. Resta da capire se saprà gestire la fama. Si aspettava che sbocciasse definitivamente, ora che lo ha fatto ci sarà qualche tremolio? Se non sarà così, per i prossimi 10 – 12 anni avremo finalmente trovato il nome nuovo, da affiancare alla vecchia generazione che domina incontrastata: Nadal, Murray, Djokovic e Federer.

    A proposito, le ragazze già gli hanno assegnato un premio: tennista più sexy, numero uno insomma. E sul web non compaiono, al momento, sue fidanzate.

    Zverev, altre curiosità

    Vista l’altezza, Zverev avrebbe potuto fare il giocatore di basket. Di questa disciplina, effettivamente, è un grande appassionato. Nonché tifoso dei Miami Heat. Tra i suoi modelli, oltre a esserci lo svizzero Roger Federer, che fa il suo stesso mestiere, c’è il migliore dell’Nba americana, ossia LeBron James. Da piccolo, Sasha aveva provato pure a fare un’altra disciplina, l’hockey, ma si trova molto meglio con la racchetta che con la mazza in mano.