Steph Curry, il papà segna da tre punti in giacca e cravatta

Dell Curry, padre del campione Nba, si prende gli applausi di tutto il palazzetto realizzando un canestro da distanza siderale

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    Steph Curry, il papà segna da tre punti in giacca e cravatta

    Da chi avrà preso Steph Curry, campione del basket Nba? Dal padre, naturalmente. E’ sufficiente guardare questo video per capire da dove gli arrivi la precisione a canestro da qualsiasi posizione del campo. Suo papà, Dell Curry – a sua volta ex giocatore e adesso commentatore – riceve palla più o meno a metà campo. La raccoglie, prende posizione e tira verso il canestro, che soccombe nuovamente al maestro (in carriera ha segnato 1.245 triple su 3.098 tentativi, vale a dire una percentuale del 40,2 per cento).

    Insomma, la famiglia Curry vive per il canestro e il figlio ha preso tutto dal padre. Quella di Steph – che aveva lanciato il pallone proprio in direzione dell’illustre papà – era stata in tutto e per tutto una provocazione. Perfettamente raccolta da Dell, che in giacca e cravatta non ha fatto una piega e ha lasciato tutti a bocca aperta. Il suo canestro da tre è stato accolto con stupore e poi con un boato del palazzetto dei Golden State Warriors.

    Il tweet riporta integralmente l’episodio, con il commento in inglese: ‘Like father, Like son’. Un bel sorriso da parte di figlio e papà ha salutato la conclusione riuscita. Una gran bella immagine. Steph, d’altronde, non ha mai fatto mistero di essere stato instradato sulla via del basket professionistico dal papà e di aver seguito – evidentemente con profitto – i suoi insegnamenti.

    Il tiro da tre di Steph viene ormai temuto da tutti, ma anche subito da tutti. E’ un vero e proprio ‘flagello di Dio’, secondo le definizione degli esperti. Il segreto sta nel talento, ma anche nel padre che puntualmente portava il figlio alle sue partite, facendogli capire che clima si respirava e facendogli fare pure un po’ di riscaldamento insieme a lui. Steph, già al college, aveva fatto il record di triple in un solo anno (162), con percentuali in Ncaa rispettivamente del 40,8, del 43,9 e del 38,7 per cento nei tre anni di permanenza. Poi è arrivata l’Nba: in sette anni, Curry non è mai sceso sotto la percentuale del 42,4 per cento. Mostruoso.