Doping: gli atleti più famosi che hanno perso una medaglia olimpica

Da Ben Johnson a, suo malgrado, Usain Bolt che era pure innocente: tutti i casi più emblematici

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    Doping: gli atleti più famosi che hanno perso una medaglia olimpica

    La recente conferma della positività al doping di Nesta Carter nella prova della 4×100 metri di atletica maschile alle Olimpiadi 2008 di Pechino ha privato, suo malgrado, Usain Bolt dell’oro che valeva la prima tripletta (con 100 e 200 metri) ripetuta poi anche a Londra 2012 e Rio 2016. In questo caso il giamaicano è stato vittima innocente, ma sono tanti gli altri sportivi famosi che hanno perso una medaglia a cinque cerchi per aver fallito un controllo antidoping. Abbiamo raccolto i casi più famosi che potete trovare dopo la continuazione. Piccola precisazione: il nostro Davide Rebellin non è presente perché pur avendo perso l’argento a Pechino 2008 per CERA fu “assolto” in modo postumo per mancanza di prove.

    BEN JOHNSON – SEOUL 1988

    LaPresse

    Il primo grande caso di doping alle Olimpiadi fu nel 1988 a Seoul in Corea del Sud con il canadese (ma giamaicano di nascita) Ben Johnson che fu trovato positivo agli steroidi dopo il clamoroso 9.67 nella finale dei 100 metri piani. Via la medaglia d’oro che andò al rivale Carl Lewis. Tornò nel 1993 e fu ribeccato e radiato.

    MARION JONES – SYDNEY 2000

    LaPresse

    L’americana Marion Jones passò da eroina a reietta dopo che la vicenda del doping sistematico e il coinvolgimento con la BALCO balzarono agli onori delle cronache sette anni dopo Sydney 2000, quando vinse 100 e 200m, staffetta 4x400m e bronzo nel salto in lungo e nella staffetta 4x100m. Invalidate tutte le sue gare nel periodo 2000-2004.

    Kim Jong Su – Pechino 2008

    Durò pochi giorni la medaglia di bronzo al nord-coreano Kim Jong Su nella pistola da 10 metri e quella di argento nella pistola da 50 metri visto che fu subito trovata traccia di betabloccanti nel controllo post gara. Questa sostanza rallenta il battito cardiaco e dunque l’eventuale tremore delle mani quando si mira. Qualcosa di fondamentale in questa disciplina.

    Tatiana Lebedeva – Pechino 2008

    Insieme al giamaicano Nesta Carter, anche la russa Tatiana Lebedeva è stata squalificata con le nuove metologie di test sulle provette raccolte. Era stata argento nel lungo e anche nel salto triplo, un’ottima doppietta che però le è stata giustamente privata con disonore.

    Yulia Chermoshanskaya a Pechino 2008

    La velocista russa Yulia Chermoshanskaya era stata oro a Pechino 2008 nella 4×100 oltre che ottava singolare nei 200 metri. Dopo che sono state re-analizzate le provette prelevate è stata riscontrata presenza di doping e ha dovuto restituire la medaglia.

    Le tre cinesi sollevatrici di peso a Pechino 2008

    Una “tripletta del disonore” per la Cina che alle Olimpiadi di casa di Pechino nel 2008 vide una triplice squalifica per tre ori conquistati nel settore femminile. Parliamo di Cao Lei, che aveva trionfato nella categoria dei 75 km, Chen Xiexia che aveva vinto nei 48 kg e Liu Chunhong nei 89 kg.

    La tripletta del Kazakistan a Londra 2012

    Il Kazakistan non è stato da meno con altrettante squalifiche, sempre nel settore del sollevamento pesi, sempre riguardante donne e sempre con ori già a medagliere. È lo stanozololo la sostanza rinvenuta nelle vene di Zulfiya Chinshanlo (-53 kg, trovato anche oxandrolone), Maiya Maneza (-63 kg) e Svetlana Podobedova (-75 kg).