Retropassaggio al portiere di testa: quando si può e quando no

Il caso di Marco Verratti mostra quanto la regola sia delicata da trattare, tutte le informazioni e il video

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    Retropassaggio al portiere di testa: quando si può e quando no

    Quando è regolare e si può effettuare e quando invece è vietato il retropassaggio al portiere di testa? Tutti sanno che è possibile consentire al proprio estremo difensore di effettuare una presa con le mani se non si passa il pallone con i piedi ma con un’altra parte consentita del corpo come ad esempio il petto o il capo. Tuttavia, ci sono eccezioni anche in questo caso e l’esempio più clamoroso e esplicativo è quello che ha visto protagonista Marco Verratti con la maglia del Paris Saint Germain contro il Nantes, che è stato ammonito per comportamento antisportivo. Proviamo a fare un po’ di chiarezza su questo punto così spinoso.

    Il caso di Verratti

    E partiamo proprio da Marco Verratti che viene ammonito dopo aver effettuato un retropassaggio di testa al proprio portiere nel match del suo PSG contro il Nantes in Ligue 1 in Francia. L’arbitro ha mostrato il cartellino giallo con la motivazione dell’antisportività e il motivo sta nella modalità con la quale il passaggio è avvenuto perché il centrocampista italiano si è sdraiato e ha colpito con la testa il pallone che al momento non stava rimbalzando ma era a terra.

    Quando il retropassaggio di testa è consentito

    Quando è dunque consentito il retropassaggio di testa? Quando il giocatore compie effettivamente un colpo con il capo mentre la palla è in volo e non è a terra. Ma non solo, questo vale durante una normale azione di gioco ad esempio quando il pallone sta volando dopo un cross da parte di un avversario oppure da ribattuta di un proprio compagno, dunque un qualcosa di involontario. Ed è proprio in questa sottile, ma decisiva differenza che sta tutto.

    Quando non è consentito

    Non è consentito il passaggio di testa ad esempio quando si “crea” il colpo di testa stesso ad esempio alzandosi da sé il pallone oppure quando un altro giocatore della stessa squadra favorisce il tutto. In questo caso – come in quello che ha visto protagonista Verratti, appunto – rientra tutto nel grande insieme del voler “aggirare” le regole.