Quarto cambio nel calcio: la nuova regola e quando si può usare

Alvaro Morata nella finale del Mondiale per club diventa il primo quarto cambio nella storia del calcio maschile

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    Quarto cambio nel calcio: la nuova regola e quando si può usare

    Alvaro Morata è stato il primo quarto cambio nella storia del professionismo calcistico maschile. Nella finale del Mondiale per Club, infatti, l’ex juventino è entrato in campo durante il primo tempo supplementare, al posto di Cristiano Ronaldo, nella vittoria per 4-2 del Real Madrid contro i giapponesi del Kashima Antlers. La possibilità del quarto cambio è stata introdotta, per ora a livello sperimentale, a marzo di quest’anno dall’Ifab, International Football Association Board. Limitatamente alle Olimpiadi di Rio 2016, al Mondiale per club e al Mondiale femminile Under 20.

    Morata e Zidane nella storia

    LaPresse

    E’ possibile, dunque, effettuare una quarta sostituzione nella stessa partita, a discrezione dell’allenatore e soltanto se il match si prolunga fino ai supplementari. Nessuno si era avvalso per ora di questa possibilità, a entrare nella storia è stato Zinedine Zidane. E, naturalmente, pure Morata. Subito dopo, pure il Kashima Antlers ha sfruttato questa possibilità, con l’ingresso in campo di Shuhei Akasaki per Ryota Nagaxi. Ma nessuno se lo ricorderà. Akasaki ha avuto il torto di fare il suo ingresso in campo due minuti dopo Morata.

    La possibilità del quarto cambio era stata in realtà concessa pure per la finale dell’ultima Coppa America. Né Cile né Argentina avevano però usufruito di questa possibilità concessa loro dalla Fifa. Alle Olimpiadi Rio de Janeiro dell’estate scorsa, invece, Stati Uniti, Svezia e Australia avevano tutte e tre fatto il quarto cambio nel torneo di calcio femminile, all’altezza dei quarti di finale.

    L’Articolo 3 disciplina la sostituzione

    Nel Regolamento del gioco del calcio, all’articolo 3, è disciplinato il procedimento di sostituzione, il numero e il comportamento dei calciatori di riserva. In realtà, si parla già di riserve alla fine dell’Ottocento, ma la loro funzione era di sostituire quei compagni che non avessero fatto in tempo a presentarsi, all’orario stabilito, al campo. C’è un referto del 1863 che recita: “Gli 11 calciatori del Charterhouse hanno giocato un match contro la squadra dell’Old Carthusians F.C., ma a causa del mancato arrivo di alcuni dei giocatori, è stato necessario provvedere alla sostituzione di tre di questi”.

    1954: prima sostituzione

    Per arrivare alla prima sostituzione di un calciatore titolare con uno di riserva, bisogna andare alle qualificazioni del Campionato del mondo 1954, nel match tra Germania e Saarland. Horst Eckel fu il primo a venire coinvolto in una sostituzione. Dalla stagione 1965/66, i vari tornei disciplinarono il numero di sostituzioni in maniera differente. In Inghilterra fu concesso un solo cambio e solo per infortunio. Nel campionato italiano, le sostituzioni divennero possibili dal 1965/66; dal 1968/69 venne disciplinata la presenza in panchina anche di un giocatore di movimento (il tredicesimo). Dal 1970, ai Mondiali in Messico, ogni squadra potè disporre di cinque riserve, senza distinzione di ruolo, con due cambi possibili. Regola che venne ripresa dalla Uefa per le Coppe europee e per il campionato continentale.

    Italia: nel 1973 arriva il ‘quattordicesimo uomo’

    In Italia, nel 1973/74, venne ammesso in panchina un terzo calciatore, il quattordicesimo, fermo restando il limite di due sostituzioni. Dal 1980/81, la panchina venne allargata a cinque sostituti. Nel 1994 arriva la novità di tre cambi possibili, con l’obbligo che uno di questi riguardi però il portiere. L’anno dopo viene rimosso questo vincolo. Fino a oggi, è possibile fare tre cambi a partita in corso, ma la panchina è allargatissima, fino a dodici uomini.